Rosetta Tharpe: la chitarrista che rivoluzionò il Rock

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In foto, la chitarrista Rosetta Tharpe, la prima musicista a suonare in distorsione

In foto, la chitarrista Rosetta Tharpe, la prima musicista a suonare in distorsione

Chi vi viene in mente quando si parla di rock ‘n’ roll? Probabilmente penserete a nomi come Elvis Presley, Chuck Berry o Jimi Hendrix, considerati i pionieri di questo genere. E se invece vi dicessi che la prima persona a imbracciare la chitarra elettrica fu una donna afroamericana? Ebbene sì, sto parlando di Sister Rosetta Tharpe, una cantante e musicista che fu la prima a suonare in distorsione, ispirando i grandi chitarristi che divennero famosi negli anni successivi.

Rosetta Tharpe nacque nel 1915 in un villaggio dell’Arkansas, nel sud degli States, da genitori raccoglitori di cotone. Erano evangelisti e cantavano in chiesa, ragion per cui portavano la figlia con loro. Questo segna il primo approccio alla musica della piccola Rosetta. Cantando in giro, Rosetta fu influenzata sia dal gospel che dal blues e si unì al Cotton Club Revue di New York. All’età di 23 anni, pubblicò il suo primo singolo, Rock me, che univa i generi da lei prediletti. Conteneva, inoltre, un testo che spiazzò il pubblico per il modo esplicito di trattare amore e sessualità.

La prima canzone rock di sempre? È di Rosetta Tharpe


Negli anni successivi, iniziò a girare in tour e pubblicò la canzone Strange things happening everyday con la Decca Records. Questa viene citata come la prima canzone rock di sempre, unendo sacro e profano. Fu anche la prima canzone gospel a entrare in top 10 nel 1945. Inoltre, l’assolo di chitarra, include tecniche che si troveranno nella maggior parte degli assoli del rock ‘n’ roll.

Il titolo e il testo si riferiscono a ciò che stava succedendo a metà degli anni ’40. Infatti la fine della guerra e la bomba atomica avevano influenzato la vita della gente, che non riusciva a spiegarsi certi avvenimenti. E sicuramente una cosa strana per Tharpe era il razzismo istituzionalizzato. Si racconta che, durante i tour, fu costretta a dormire sugli autobus perché molti hotel non volevano ospitarla, in quanto donna nera. Oppure a ritirare i pasti dall’entrata posteriore dei ristoranti perché non le era concesso entrare.

Malgrado ciò, la sua popolarità non sembrava arrestarsi e le collaborazioni non mancavano. Fece parte del Blues e Gospel Caravan, un gruppo di artisti che girò l’Europa. Ne facevano parte anche Muddy Waters e Otis Spann. Durante questo tour si ricorda il concerto alla stazione Chorlton di Manchester nel 1964, per il posto inusuale e la grande folla. Pensate un po’, tra il pubblico c’erano anche spettatori del calibro di Keith Richards ed Eric Clapton! Inoltre, collaborò per anni con Marie Knight, cantante R&B. Le due registrarono molte canzoni di successo insieme e calcarono diversi palchi importanti. Nonostante poi intrapresero strade diverse, nella vita non si separarono mai. Tant’è che si pensa che le due avessero avuto una relazione. E infatti, nel 1973, quando la signora Tharpe fu colpita da un ictus e morì, Marie Knight era lì con lei a pettinarle i capelli e a truccarla per il funerale.

Rosetta Tharpe: «Nessun uomo può suonare come me»

In foto, la chitarrista Rosetta Tharpe

In foto, la chitarrista Rosetta Tharpe

Purtroppo, come tante altre donne nella storia, la sua figura non viene mai menzionata come rilevante nel campo musicale. Solamente nel 2018 fu finalmente inserita nella Hall of Fame di Los Angeles, un riconoscimento che invece molti suoi colleghi maschi avevano ricevuto tempo prima. Ma spesso, trovandosi in un ambiente sessista, si complimentavano con lei esclamando «Suoni proprio come un uomo!». Al che lei rispondeva con: «Nessun uomo può suonare come me. Suono meglio di un uomo!». E di uomini ne inspirò parecchi. È anche grazie a lei che Little Richard divenne una delle leggende del rock, perché con lei calcò il primo palco. Perfino Bob Dylan la menziona come una delle sue ispirazioni.

Da Elvis Presley ai Led Zeppelin, dunque, il debito di riconoscenza nei confronti di questa straordinaria donna è immenso. Sarebbe bello che, in un momento in cui il Black Lives Matter rivendica i propri diritti, anche Rosetta Tharpe diventasse un simbolo di orgoglio, per tutti. E ottenesse il meritato spazio nella storia della musica rock.

About author

Matilde Mancuso

Matilde Mancuso

Nata in quel di Palermo nel lontano 1995, è cresciuta a pane, Beatles e Jane Austen. Laureata in Mediazione linguistica all'Università di Palermo, attualmente frequenta la magistrale di "Interculturalità e didattica". Risiede a Palermo, ma con il cuore a Copenhagen, Tbilisi, New York e Mumbai, dove ha vissuto periodicamente negli ultimi anni, per studio e per volontariato. Ha una relazione con Paolo Nutini (ma lui ancora non lo sa).

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