L'indispensabile leggerezza di avere i calzini spaiati

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«È davvero rilassante. Penso che bisognerebbe concedersi più spesso il diritto di avere addosso calzini di colori diversi!». Foto di Gabriel González su Unsplash

«È davvero rilassante. Penso che bisognerebbe concedersi più spesso il diritto di avere addosso calzini di colori diversi!». Foto di Gabriel González su Unsplash

C’è un momento in particolare che amo ricordare tra i tanti vissuti con i miei affetti di questi anni da universitaria a Modena, perché mi ha regalato uno spunto di riflessione decisamente non convenzionale che difficilmente lascerò cadere nel dimenticatoio. Tutto ha avuto inizio con dei calzini.

Le sere primaverili ed estive in questo capoluogo emiliano posseggono una certa aura dorata, attraversata a ritmi differenti da biciclette, autobus e passanti, che si muovono tra il bianco dei marmi del duomo e i colori caldi delle facciate degli edifici storici. Tra i ciclisti sfreccia spesso e volentieri anche la mia amica Erica, eroina del multi-tasking, sportiva poliedrica e inguaribile appassionata di arti figurative. In uno dei nostri incontri, proprio mentre Erica scende agilmente dalla bici ancora in corsa (vi assicuro che Don Matteo al confronto sfigura), mi accorgo che ha i calzini di due colori diversi. «Non riuscivo a trovarne due uguali, così ho deciso di indossarli spaiati», ci dice con una delle sue risate a colpo sicuro. «È davvero rilassante. Penso che bisognerebbe concedersi più spesso il diritto di avere addosso calzini di colori diversi!».

Sulle prime sono rimasta abbastanza spiazzata, ma come tantissime altre volte grazie alle parole di Erica ho iniziato a pensare. E qualche settimana dopo, ho sperimentato anche io l’indispensabile leggerezza che si prova a indossare dei calzini spaiati. Partendo dal presupposto che il nostro senso estetico è stato fortemente orientato alla simmetria e all’ordine, le sensazioni immediatamente successive a questo atto rivoluzionario in miniatura sono state di disagio: magari mi cambio, è troppo strano, non posso uscire così. Paradossalmente, spesso sono proprio le piccole cose a mandarci in tilt se sconvolgono i nostri schemi preconfezionati.

Accettare l’imperfezione è una leggerezza indispensabile a vivere meglio

Accettare l'entropia nei nostri sistemi spesso troppo orientati all'efficienza, si tratti di calzini, di persone o di eventi, ci aiuta a lasciar andare quell'impulso a voler avere costantemente il controllo su tutto. Foto di Michael Wright su Unsplash

Accettare l’entropia nei nostri sistemi spesso troppo orientati all’efficienza, si tratti di calzini, di persone o di eventi, ci aiuta a lasciar andare quell’impulso a voler avere costantemente il controllo su tutto. Foto di Michael Wright su Unsplash

Col passare dei minuti si è fatto strada dentro di me potentissimo il chissenefrega, il passepartout che apre la porta della felicità: chi se ne frega se non sono uguali, le scarpe mi calzano lo stesso, e poi chi dice che non lanci una nuova moda? Riflettendo, ho cominciato a capire meglio e a sentire anch’io quella specie di calma di cui parlava Erica, quella che deriva dalla nostra capacità di accogliere e convivere con il disordine nelle nostre vite.

Indossare dei calzini spaiati e andarne fieri può sembrare banale ma, per chi come me è in grado di leggere grandi significati nei piccoli gesti, può diventare un atto di coraggio: accettare l’entropia nei nostri sistemi spesso troppo orientati all’efficienza, si tratti di calzini, di persone o di eventi, ci aiuta a lasciar andare quell’impulso a voler avere costantemente il controllo su tutto.

È indescrivibile la pace interiore che deriva dal riuscire ad abbracciare l’imperfezione nel nostro quotidiano: la consapevolezza che alcuni dettagli, che lo vogliamo o meno, sfuggiranno sempre al nostro controllo, ci può aiutare ad affrontare le sfide di ogni giorno in modo diverso, con più serenità e meno ansie. Mentre Milan Kundera nel suo romanzo memorabile definisce «insostenibile» la leggerezza dell’essere, credo fermamente che la scelta di indossare dei calzini spaiati sia un ottimo punto di partenza per imparare a concederci tutte quelle leggerezze indispensabili alla nostra felicità.

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Cristina Iorno

Cristina Iorno

Cristina ama le lingue come se fossero persone. O forse le ama perché, proprio con le persone, la mettono in contatto. Per mantenere viva la sua storia d'amore con inglese, tedesco e spagnolo, Cristina si serve di libri, viaggi, film, serie tv e canzoni. Dopo aver vissuto in Germania, Polonia e Spagna, e aver girato in lungo e in largo, si sente più che mai una cittadina del mondo. Crede nell'amicizia, nel valore della semplicità e nel destino, tant'è che Serendipity è una delle sue parole preferite. Ambientalista in erba, Cristina colleziona cartoline di tutti i posti che è riuscita a visitare e spera di raccoglierne presto da tutti i continenti.

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