Laurino: «Andavo male a scuola perché passavo tutto il giorno a scrivere canzoni»

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In foto, il cantautore Laurino

In foto, il cantautore Laurino

Laurino è un giovane cantautore e produttore veronese che non ama molto parlare di sé e preferisce lasciare che sia la musica a dare voce al suo mondo interiore. Segnatevi il suo nome, perché ne sentirete parlare molto presto. La sua è un’immagine particolare: capelli lunghi e scrittura disarmante sono il suo biglietto da visita.

Appena adolescente, Laurino decide di dedicare tutto se stesso alla musica. Compiuta la maggiore età, lascia la scuola e incide il suo primo disco autoprodotto, dal titolo 18. Le canzoni di Laurino sono caratterizzate da una perfetta alchimia tra la sua forte personalità vocale e l’immediatezza dei suoni, che stupiscono e lasciano spiazzato l’ascoltatore a ogni brano. Se dovessimo incasellarlo in un genere definito potremmo definirlo pop, nell’accezione più moderna del termine.

A inizio 2020 pubblica Volume, il primo singolo di una nuova fase musicale per il cantautore, il cui video viene selezionato come artista della settimana di MTV New Generation. Successivamente è uscito il secondo tassello di questo puzzle, Buddha, un brano con sonorità down-tempo e innesti elettronici, come il synth o l’hi-hat della drum machine.

Funerale è il terzo singolo uscito per XO La Factory e chiude il cerchio di questi tre brani che ci hanno catapultato nel mondo sonoro di Laurino. A settembre siamo curiosi di sapere cosa succederà: intanto, abbiamo scambiato due chiacchiere con lui.

Mi piacerebbe che quest’intervista fosse l’occasione per raccontare il tuo percorso artistico finora. Hai lasciato la scuola a diciott’anni perché hai capito che la musica era il tuo unico piano da seguire, quindi non hai mai avuto un piano B?

«Mai avuto e, per me, non è mai esistito. Sono andato totalmente a istinto, ero convinto che fosse la cosa giusta da fare. A scuola poi non andavo molto bene, perché scrivevo canzoni notte e giorno senza studiare mai nulla. È stata senz’altro una scelta ingenua, ma è riuscita a darmi la giusta prospettiva: col tempo ho imparato a rimanere in contatto con la realtà e ho fatto tesoro di diverse esperienze, nel bene e nel male».

Ti è mai stata proposta la partecipazione a un talent? Credi che un talent comprometta la credibilità di un cantautore?

«Mi è stata proposta una marea di volte, ma ho sempre rifiutato. In realtà credo che se un’artista è bravo, interessante e capace di stare a suo agio nell’ambiente televisivo, non si compromette in nulla partecipando a un talent, anzi, tanto di guadagnato, perché alla fine è il modo più veloce per raggiungere più persone possibili. Non è il mio caso. Non ho voglia di spinte o deviazioni, voglio avere tempo per crescere e coltivare quello che mi piace di più con una sorta di serenità attorno, cosa che sicuramente l’ambiente del talent non permette.

«Comunque questa “rabbia” degli emergenti contro i talent secondo me è una storia vecchia, abbiamo capito che tutto può diventare di plastica anche se parte dall’ambito underground (o indie). Sono abbastanza convinto che chi ha qualcosa da dire davvero, prima o poi viene fuori – e fortunatamente abbiamo diverse prove di questo».

La cover del singolo Funerale, di Laurino

La cover del singolo Funerale, di Laurino

Invece cosa ne pensi di Sanremo? Ti piacerebbe prendere parte a questa kermesse?

«Se si presentasse l’occasione, sarebbe senz’altro una cosa da valutare. Però vuoi mettere fare un tour e sbronzarti dalla mattina alla sera?».

«Se tutti alzassimo il volume del cuore e abbassassimo quello della voce», cosa succederebbe?

«Ci ascolteremo un po’ di più, diremo anche le cose giuste magari per farci capire».

Non sei una persona a cui piace molto raccontarsi. Del tuo secondo singolo, Buddha, hai lasciato trapelare qualcosa, poi hai dato spazio alla musica e a quello che ognuno vuole trovarci dentro. Possiamo dire che è una canzone d’amore? Quanto ti risulta difficile parlare di questo sentimento?

«Mi risulta più semplice farlo con le canzoni. Comunque sono molto contento di quello che dici in questa domanda, mi fa piacere che tu abbia notato più spazio per la canzone e meno per le parole usate “per venderla”. Buddha per me è un viaggio ed è bello che sia così, non deve essere spiegato, non deve essere immediato. A quale scopo farlo, altrimenti?».

Le parole che scegli nei testi delle tue canzoni sono in qualche modo anche rappresentative del tuo modo di vedere il mondo. Ti capita di vivere dei momenti di blocco dal punto di vista della scrittura? Se sì, come riesci a superarli di solito?

«Spessissimo. Ci sono in mezzo anche ora! Questo è il primo blocco che vivo in questo modo: è come se avessi più consapevolezza, ma devo ancora capire come questa possa emergere nel migliore dei modi nei testi. In questo momento sto continuando a cestinare roba, non la sento viva e genuina. Comunque ti terrò in aggiornamento, se vuoi».

Funerale è il tuo nuovo singolo, un brano dal titolo forte, che analizza il rapporto con tuo padre attraverso l’espediente di un momento tragico che tutti noi ci troviamo a vivere nella vita, spesso in più di un’occasione. A tal proposito, mi piacerebbe sapere, che rapporto hai tu con la morte?

«Con gli anni è diventato un po’ più indifferente, è parte della vita. Questo non vuol dire che non mi colpisca o che non mi faccia più paura, diciamo che tempo fa la vivevo con molto più dramma – e ansia. In realtà ho capito che questi sentimenti celano molto di più nel profondo e vale la pena capire cosa c’è sotto per andare oltre, per volare un po’ più alto, finché si può – anche perché tanto, prima o poi, andremo tutti giù».

Puoi darci qualche anticipazione su quello che succederà nei prossimi mesi? Hai un EP in cantiere?

«Sì, c’è un EP in cantiere e ci sto lavorando! Ci riaggiorneremo senz’altro a fine estate».

About author

Giulia Perna

Giulia Perna

Meglio conosciuta come @machitelhachiesto. Salernitana di nascita e bolognese per amore di questa città. Ha conseguito il titolo di Laurea specialistica in Comunicazione pubblica e d'impresa presso l'Università di Bologna. Si definisce "malinconica per vocazione". Da grande vorrebbe osservare le stelle. Crede nella forza delle parole, nella bellezza che spacca il cuore e nella gentilezza rivoluzionaria. Le piace andare ai concerti, mischiarsi tra la gente, sentire il profumo del mare e camminare sotto i portici.

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