Tenet: Nolan senza limiti

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1John David Washington e Robert Pattinson in una scena di Tenet, di Christopher Nolan

John David Washington e Robert Pattinson in una scena di Tenet, di Christopher Nolan

Quando a giugno hanno riaperto i cinema, la loro ripartenza è avvenuta nel modo più incerto. Tutti i titoli più accattivanti erano stati rimandati all’autunno, e l’affluenza di pubblico, già bassa in estate, era molto insicura (un luogo chiuso come il cinema sembra il posto perfetto dove contrarre il Covid-19). Eppure, poteva bastare un solo nome per ribaltare la situazione, ed è Tenet. Arrivato nelle sale il 26 agosto, l’ultimo film di Christopher Nolan si prospettava decisamente ambizioso.

Sin dal primo trailer su Youtube, Tenet si presentava come una pellicola «palindroma», o comunque lasciava intendere che Nolan, dopo viaggi interstellari, inseguimenti con la Batmobile e illusionisti senza limiti, si fosse questa volta cimentato con la manipolazione del tempo. Non dei viaggi temporali lunghi, ma salti di brevi periodi che hanno effetti decisamente significativi sul presente. O sul passato? Potrebbe trattarsi anche del futuro.

La trama, qui riassunta in poche parole, vede un’organizzazione fondata in un momento a noi sconosciuto tentare di fermare un’apocalisse che arriva dal futuro. Sì, avete letto bene. I protagonisti, interpretati da John David Washington e Robert Pattinson (entrambi in forma e in parte) si trovano quindi in una missione a dir poco caotica, sia nello spazio che nel tempo. La sceneggiatura di questo film l’ha capita probabilmente solo lo stesso Nolan. Non sembra mancare nulla per i classici viaggi nel tempo, ma è proprio qui che entra in gioco il regista di Inception a rimescolare le carte, facendo operare il tempo in modo diverso rispetto a tutti gli altri film del genere.

In foto, Kenneth Branagh interpreta il villain in Tenet, di Christopher Nolan

In foto, Kenneth Branagh interpreta il villain in Tenet, di Christopher Nolan

Questo espediente permette a Nolan di sbizzarrirsi regalandoci una serie di scene d’azione impressionanti e mozzafiato, in cui vediamo il tempo riavvolgersi sotto i nostri occhi. Di sicuro, il reparto effetti speciali si farà un giro agli Oscar l’anno prossimo, o almeno glielo auguro.

La regia è completamente a servizio di un copione molto, forse troppo complesso. In alcuni risvolti, per quanto mi riguarda, mi sono trovata a rinunciare a voler capire il film e a farmi bastare ciò che succedeva sotto i miei occhi. Una seconda visione, quindi, è quasi obbligatoria. Bisogna ammettere che Nolan sia un genio del marketing: alla ripartenza dei cinema ha fatto uscire un film che necessita di più di una visione.

Tenet è un film con i suoi pregi e difetti, però molto accentuati da entrambe le parti: una sceneggiatura troppo intricata e un montaggio particolarmente raffazzonato sono bilanciati da una regia maestosa, un cast stellare e delle musiche che meritano un discorso a parte.


 

In Tenet, si è sbizzarrito con la regia Nolan e l’ha fatto ancora di più con le musiche Göransson.


Le performance attoriali, benché ottime (Kenneth Branagh non riesce proprio a recitare male), sono purtroppo messe in secondo piano dall’apparato visivo e dalle musiche spettacolari di Ludwig Göransson. Il compositore svedese è già balzato agli onori della cronaca quando, nel 2019, ha vinto l’Oscar per la Miglior colonna sonora per il film Black Panther, uno tra i più giovani a essere insignito di tale premio. In Tenet, si è sbizzarrito con la regia Nolan e l’ha fatto ancora di più con le musiche Göransson. Le composizioni sono talmente ritmate e coinvolgenti che sembra che le scene siano il riempitivo per la musica, non il contrario.

Tenet potrà sembrare tante cose: un film troppo contorto, troppo ambizioso, in cui Nolan ha fatto quello che voleva senza pensare al pubblico in sala. E sapete che vi dico? Poco importa: il cinema rimane comunque la settima arte, ed è giusto che come arte abbia voglia di riscoprirsi e di sperimentare. Chi siamo noi per impedirglielo? Anche se troppo contorto dal punto di vista degli eventi, Tenet rimane un film che merita di essere visto, perché Nolan resta comunque sinonimo di qualità, intrattenimento e grande cinema.

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Sara Sgarbossa

Sara Sgarbossa

Immaginate una ragazza (quasi) completamente persa nei suoi sogni, sempre alla ricerca di storie da ascoltare o raccontare, innamorata del teatro e del cinema, nerd riscoperta, e avrete come risultato me.

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