Annalisa, nuda e imperfetta: la storia di una ex prima della classe

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In foto, la cantante Annalisa, nome d'arte di Annalisa Scarrone

In foto, la cantante Annalisa, nome d’arte di Annalisa Scarrone

Il nuovo disco di Annalisa si chiama Nuda. Se un artista decide di intitolare così il proprio lavoro, significa che è coraggioso o incosciente. Perché, da un nome del genere, non si torna più indietro. Un titolo così è una dichiarazione di intenti che lascia poco spazio alle interpretazioni: mettersi a nudo significa privarsi di filtri e artifici, di scorciatoie e zone d’ombra. Le ombre, anzi, diventano protagoniste, non ripari in cui mimetizzarsi per non rischiare. Annalisa non ha rischiato per molto tempo e, quando ha iniziato, pochi le hanno dato credito.


Annalisa ha abbandonato la sua zona di comfort e si è spinta un centimetro oltre il consentito.


Quando ha presentato al pubblico Nuda, dicendo di essersi spogliata di ogni cosa per raccontarsi così com’è, ho deciso di crederle. Ho ascoltato il disco credendole fermamente e ho capito che Annalisa ha scelto di andare dove il pubblico credeva non potesse andare e dove – mi azzardo a pensare – lei stessa per lungo tempo ha pensato di non poter andare. Annalisa, in Nuda, si è dimostrata molto ambiziosa, perché ha cercato di trasformare la sua bravura vocale in un accessorio per raccontare la verità. Ciò che, della sua carriera, è sempre stata l’invadente protagonista: una voce pulita, potente, impeccabile, fastidiosamente precisa, frenante.

Cos’ha fatto, quindi? Ha tradito quelli che la volevano brava e basta e ha messo piede in un terreno mai praticato prima d’ora: quello della fragilità, dell’imperfezione, della paura. Annalisa ha abbandonato la sua zona di comfort e si è spinta un centimetro oltre il consentito. In Nuda racconta la storia di una ragazza imperfetta, una che è stata, suo malgrado, prima della classe troppo a lungo, mentre invece voleva stare in fondo alla fila a scarabocchiare i muri e a sbagliare. E così, correndo il rischio di tradire il (pre)giudizio degli altri, ha imparato a diventare autentica.

Annalisa: quando un pregiudizio decide chi sei

Siamo abituati a pensare al pregiudizio come a qualcosa di strettamente negativo. La verità, però, è ben diversa: un pregiudizio è un giudizio prematuro, che si basa su una conoscenza superficiale, indiretta o semplicemente costruita sull’impatto iniziale, senza approfondire oltre e senza continuare a osservare dopo il primo sguardo. Ad Annalisa è stato messo addosso un abito in cui non era a suo agio, quello dell’interprete romantica e misurata. Più volte ha tentato di togliersi di dosso questo vestito, di sorprendere, di essere sensazionale, ma nessuno ha avuto il coraggio di crederle. Anche quando si vestiva di stracci agli occhi del pubblico era in abito da sera, perché era stato deciso che il suo ruolo fosse quello e nessun altro.

Aveva già tentato timidamente di tagliare i ponti col passato subito dopo Splende, il suo quarto album, pubblicato nel 2015, all’indomani della partecipazione al Festival di Sanremo con Una finestra tra le stelle. Ha realizzato, quindi, Se avessi un cuore, che è stato un ponte, e poi Bye Bye, il primo vero passo verso una Annalisa più centrata, autentica, imperfetta e destrutturata, quindi decisamente meno accondiscendente e mite: Annalisa ha smesso di essere quello che ci si aspettava da lei e ha deciso di diventare quella che è (che è adesso, sia ben inteso) e che ha la necessità di esprimere.

Nuda: Annalisa non è più quello che vogliono gli altri

La cover dell'album Nuda, di Annalisa Scarrone, in arte Annalisa

La cover dell’album Nuda, di Annalisa Scarrone, in arte Annalisa

Per anni, Annalisa ci è stata raccontata come un’interprete, ma il primo passo per togliersi di dosso l’abito a cui facevo riferimento poc’anzi è stato quello di prendere in mano la scrittura dei propri brani. Tutti, nessuno escluso. Così, in Nuda, firma tredici canzoni pop di buona fattura. Al suo fianco Davide Simonetta e Michele Canova, a loro volta anche produttori del disco (insieme a Dardust e MyBestFault, alias Patrizio Simonini). Alla scrittura dell’album hanno collaborato, tra gli altri, Danti, Paolo Antonacci, Zibba, Rkomi, Giulia Anania e Franco126. Nuda è un disco pop elettronico che racconta la storia di una donna che si ribella alle etichette, alle pose a cui è stata costretta (o si è costretta), alla paura di sbagliare, di essere irriconoscibile e irriconoscente verso un passato che non le somiglia più.

Non solo. Sembra non tema nemmeno il rischio di non essere capita, perché stavolta la consapevolezza di quel che è scavalca il bisogno di essere riconosciuta in un’abitudine. Del resto, lo canta in Nuda, brano d’apertura del disco: «Sbaglio meglio da sola, ora lo so / Quando sto bene dimentico dove abito / E cambia il cielo in un attimo». Romantica è il pezzo in cui duetta con J-Ax ma, nonostante il titolo, la canzone racconta una verità diversa: «Io non ci sto dentro, voglio litigare / Perché voglio tutto adesso e non so aspettare / Tutto suona diverso e uguale / E tu sembri diverso e uguale / Ma alla fine ci incastriamo lo stesso / Mi spiace per te, ma non sono romantica». L’Annalisa di Nuda è una donna che rinuncia a quello che sembra e si racconta senza il bisogno, rassicurante ma distraente, di ammorbidire la realtà. Lo fa anche in Tsunami, attualmente in rotazione radiofonica, in cui si dice pronta a mettersi a nudo perché non vada perduta la propria essenza più intima e autentica: «Dimmi chi ha inventato quella storia che è meglio andare piano, meglio aspettare / Quando qualche cosa ti spaventa, meglio non rischiare, prossima stazione / Per ogni volta che aspetto e non dico quello che penso, un po’ di me va perso / Non ci voglio stare sulla sabbia, voglio essere un’onda e diventare schiuma».


Nuda è un disco che vuole liberarsi da abiti scomodi e infrastrutture, tornare al bisogno primitivo di mostrarsi per quel che si è prima di diventare quello che pensano, vogliono, suppongono gli altri.


Voglia di autenticità anche in Cena di Natale, in cui Annalisa racconta l’incapacità di esprimere il proprio dissenso verso una realtà che si ripete sempre uguale; è un senso di inadeguatezza che poi diventa rabbia («Dimmi che cosa vuol dire riuscire a trattenersi / La paura di mostrarsi / Sono fragile, sono forte / A volte mi dimentico e resto nello stesso punto in bilico / Come sono brava a nascondere la rabbia / Zen / Forse è solo rabbia / Zen»). In Bonsai, Annalisa racconta quello che sembra e quello che è: una donna indipendente, emancipata dal giudizio degli altri, consapevole («Quello che sento non lo puoi sentire / Tu vedi un albero e sono un bonsai / E tocco il cielo come fa un bonsai»). Voglia di affrancarsi dal bisogno degli altri anche in Principessa, in duetto con Chadia Rodriguez, che racconta la storia di una ragazza che si salva da sola, in quanto adulta, lucida, ben conscia dei propri pregi e limiti («Non mi devi salvare / Ma quale principessa»).

N.U.D.A., ultima traccia dell’album, in collaborazione con Achille Lauro, ne racconta bene le intenzioni e lo spirito: Nuda è un disco che vuole liberarsi da abiti scomodi e infrastrutture, tornare alla pelle senza niente addosso, tornare al bisogno primitivo di mostrarsi per quel che si è prima di diventare quello che pensano, vogliono, suppongono gli altri («Stasera mi spoglio di ogni dolore / Voglio che tu mi veda veramente / Spogliarmi di tutte le mie insicurezze / Vestita soltanto della mia pelle / E so cambiarla come quella di un serpente»).

Houseparty racconta un’altra faccia della solitudine, quando questa significa riappropriarsi della libertà di non somigliare agli altri. Piove col sole parla di un amore che impara a convivere con gli spazi, le ambizioni e i bisogni di una donna che fa di se stessa il proprio centro, è indipendente, sa bastarsi e difende fieramente la propria autonomia. Se D’oro è il racconto di una persona determinata ma non per questo immune alla fragilità, Graffiti è la storia di due persone diverse e complementari, che cercano di diventare due pezzi che combaciano. A te cosa piace fare parla di una donna che sa esattamente chi è e, per questo, invita l’altro a raccontarsi senza filtri («Senti questo odore / Parla un’altra lingua / Non ho paura perché ci assomiglia»). La malinconia di Vento sulla luna, in duetto con Rkomi, completa Nuda.

In definitiva

Annalisa, questa volta, più e meglio di ogni altra volta, è riuscita a raccontarsi per quel che è, senza genuflettersi alla donna che gli altri pensavano fosse. Nonostante Nuda sia il naturale seguito di Bye Bye, soprattutto per i suoni –che rimandano a un pop radiofonico e d’impatto – c’è la volontà evidente di non accettare le lusinghe del passato. Annalisa non è (più) la ragazza di Splende: è una donna adulta e sicura di sé, certa di voler difendere persino le proprie fragilità (per scatenare tsunami, stavolta). Nuda è un disco riuscito, a fuoco, un buon compromesso tra la volontà di essere contemporaneo e onesto. Se un nuovo futuro ha inizio da qui, quello di Annalisa può ambire a essere luminoso.

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Basilio Petruzza

Basilio Petruzza

Nato a Zurigo nel 1991, di origini siciliane ma romano d'adozione, Basilio Petruzza è uno scrittore e blogger. Ha pubblicato tre romanzi, "Frantumi" (2012), "La neve all'alba" (2015) e "Io basto a me stesso" (2016) e ha un blog, #tutteleparolecheposso. Ha conseguito la laurea triennale in Lettere, indirizzo Musica e Spettacolo, e la laurea magistrale in Dams, indirizzo Teatro-Musica-Danza.

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