Non volevo essere maleducata

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L'attrice SydneySweeney interpreta Cassie Howard nella serie TV Euphoria, prodotta da HBO

L’attrice Sydney Sweeney interpreta Cassie Howard nella serie TV Euphoria, prodotta da HBO

traduzione di Annalia Leone

Da cosa dipende che le donne facciano sesso apparentemente volendolo, quando in realtà non è così?


Quando Annika (nome di fantasia, ndt.) ha incontrato quel ragazzo di Tinder per la prima volta, le è stato subito chiaro che non voleva fare sesso con lui. Questo contro ogni aspettativa – perché la conversazione era andata bene per settimane. Talmente bene che Annika voleva restare a dormire da quel ragazzo di Tinder; aveva pure lo spazzolino da denti in borsa. Ma quando se l’è trovato di fronte il solo pensiero di farci sesso era ripugnante, nonostante si dicesse che le cose potevano ancora cambiare, migliorare. A un certo punto sono finiti a casa di lui: «Non volevo essere maleducata», spiega ora Annika: «In un certo senso mi sono sentita in dovere di farlo, perché avevo già programmato di restare a dormire da lui». Annika quindi ha fatto sesso con lui. O, più precisamente, ha fatto sesso di circostanza con lui.

Sesso, cioè, che non si vuole davvero fare, ma che comunque non si rifiuta –per così dire, pensare “No” ma dire “Sì”.
In questi anni sempre più donne hanno condiviso esperienze di questo genere sui social e nei forum online. Ad accendere la miccia è stato Cat Person, il racconto breve di Kristen Roupenian, apparso nel 2017 sul New Yorker. La studente Margot incontra il più maturo (d’età) Robert: dopo un appuntamento fanno sesso e, anche se Margot non ha detto di no, l’avrebbe evitato volentieri. Nel 2019 anche l’autrice tedesca Caroline Rosales ha riportato un’esperienza simile nella sua opera autobiografica Sexuell verfügbarDa cosa dipende che le donne facciano sesso apparentemente volendolo, quando in realtà non è così? E da chi dipende che le cose cambino?


Noi donne siamo spesso vittime della nostra educazione: ci sentiamo responsabili in prima persona per il benessere di chi ci circonda.


Aline Halhuber-Ahlmann è politologa e direttrice del Frauengesundheitszentrums (Centro per la salute della donna, ndt.) di Salisburgo, dove fa sensibilizzazione per donne e ragazze su temi come sessualità, salute e politiche di genere. Spiega così il sesso di circostanza: «Noi donne siamo spesso vittime della nostra educazione: ci sentiamo responsabili in prima persona per il benessere di chi ci circonda. Poiché le donne vengono cresciute per essere creature sociali, empatiche, sempre pronte ad aiutare, molte di noi si sentono addirittura orgogliose quando intuiscono i desideri delle altre persone». Questo comportamento condurrebbe molte donne a situazioni in cui sorvolano sui propri bisogni e, forse, questo spiega anche perché alcune donne hanno ancora rapporti vaginali o anali sebbene siano per loro dolorosi. Secondo Halhuber-Ahlmann per molte donne risulta difficile rifiutare un rapporto se hanno già baciato o avuto preliminari con l’altra persona: «Temono di avvilire così l’altro o addirittura di farlo arrabbiare. Ritengono sia più facile dire di sì».

Così mi sono ubriacata e mi sono detta: “Okay, stasera devi fare sesso”

Jessica Barden interpreta Alyssa nella serie TV The end of te f***ing world, prodotta da Netflix

Jessica Barden interpreta Alyssa nella serie TV The end of te f***ing world, prodotta da Netflix

Victoria (nome di fantasia, ndt.) ha avuto più volte rapporti che non voleva veramente con il suo ragazzo di allora, poco prima della rottura. A quel punto non si sentiva più in sintonia con lui sia sessualmente che emotivamente. «Stavamo insieme, quindi facevamo sesso. Non volevo ferirlo», racconta. Oggi è arrivata alla conclusione che non avrebbe dovuto farlo: «In un certo senso mi sono sottomessa a lui».

Nel frattempo Annika si è perdonata per non aver detto di no, però è rimasto un residuo di diffidenza: verso se stessa e verso gli uomini, tanto che oggi non riesce a dormire tranquillamente di fianco a un uomo e nei rapporti cerca sempre di essere lei quella a prendere l’iniziativa e anticipare l’altro: «Non voglio più trovarmi in una situazione di tale pressione», dice.


Mi sembrava l’unico modo per sdebitarmi con lui.


Anche Mona, che nella vita reale ha un altro nome, ha fatto sesso in situazioni in cui «dire “sì” era più semplice che dire “no”», come racconterà in seguito. L’uomo, con cui quella sera usciva per la terza volta, l’aveva invitata a una costosa cena di compleanno. L’appuntamento, per la sorpresa di Mona, ha avuto luogo in un ristorante di lusso, uno di quelli in cui ogni portata è accompagnata da un vino specifico. Alla fine il conto ammontava a diverse centinaia di euro. Mona si è sentita trascinata in una posizione scomoda: non poteva permettersi di pagare la propria parte del conto. «Quindi mi sono ubriacata e mi sono detta: “Okay, stasera devi fare sesso”», racconta lei: «Mi sembrava l’unico modo per sdebitarmi con lui».

Spesso le donne si rimproverano a lungo di essere state accondiscendenti – raramente attribuiscono al proprio partner, stabile o occasionale che sia, una parte di responsabilità. Gli uomini invece sono altrettanto responsabili del fatto che i rapporti siano sempre consensuali. «Gli uomini dovrebbero chiedere continuamente conferma del consenso, soprattutto quando si tratta dell’avventura di una notte o di un primo appuntamento», dice Halhuber-Ahlmann. «L’uomo dovrebbe chiedere di volta in volta se ciò che si sta facendo va ancora bene. In questo modo le donne avrebbero la possibilità di fermarsi e capire come si sentono davvero».

La ripugnanza del partner al sesso

L'attrice Patricia Allison interpreta Ola Nyman nella serie TV Sex education, prodotta da Netflix

L’attrice Patricia Allison interpreta Ola Nyman nella serie TV Sex education, prodotta da Netflix

In ogni modo un presupposto fondamentale che potrebbe essere d’aiuto sarebbe quello di aiutare le donne a rendere più chiari i loro bisogni. «Durante gli incontri o alle conferenze noto una notevole discrepanza fra le conoscenze teoriche e la consapevolezza dei propri bisogni. Molte donne non sanno veramente dire cosa piaccia loro nel sesso», commenta la dottoressa. Quando si tratta di rapporti sessuali le donne possono sostenere il loro punto di vista soltanto se sanno cosa vogliono: rapporti vaginali, anali od orali? Qual è il rapporto con il preservativo? Solo una volta chiarito cosa piace e cosa non piace si potrà pensare di esprimere i propri bisogni al partner.

In relazioni di lunga durata si verifica frequentemente un altro fenomeno: «A volte si acconsente al rapporto sebbene non se ne abbia assolutamente voglia, però si vuole fare piacere al partner», dice Halhuber-Ahlmann. Nel matrimonio, poi, il sesso serve spesso anche al mantenimento della relazione: per molte coppie sarebbe troppo grave il pensiero di non riuscire più a vivere nel concetto di monogamia. La questione che però si pone in questo contesto, secondo Halhuber-Ahlmann, è come questo rifiuto e questa avversione possano essere giudicati. Nella coppia, a volte, ci si può far trascinare dalla voglia di uno solo dei partner e questo lei non è problema. A lungo andare, però, potrebbe diventare un problema ignorare la ripugnanza dell’altr* al sesso. Halhuber-Ahlmann consiglia perciò alle donne di imparare a riconoscere la ripugnanza psicologica e ad ascoltarla: «A volte possiamo anche provare inizialmente interesse e poi dire di no, e questo va bene».

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Annalia Leone

Annalia Leone

Dal 1997 alla spasmodica ricerca delle parole esatte per descrivere tutto quello che mi passa per la testa. Più che altro castelli in aria.

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