Se Eddi è una sorvegliata speciale

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Nel settembre del 2017, Maria Edgarda Marcucci, detta Eddi, attivista e studente di Filosofia all’Università di Torino, è arrivata nel Nord della Siria. È arrivata con la volontà di combattere nella divisione curda Yekîneyên Parastina Jin (Unità di Protezione o Difesa delle Donne, di solito abbreviata in YPJ), che contrasta da anni l’ISIS, insieme agli altri gruppi di Resistenza curda.

Dopo nove mesi di combattimento, nel gennaio 2018, al suo rientro in Italia, il Tribunale di Torino ha disposto la richiesta di sorveglianza speciale per lei e altrə attivistə italianə, in quanto in Siria avrebbero appreso competenze militari che in Italia potrebbero rappresentare un pericolo per la collettività. La sorveglianza speciale è cominciata ufficialmente da marzo di quest’anno. Il 13 novembre lo stesso tribunale ha preso in esame la richiesta di ricorso avanzata da Eddi.

Che cosa implica la sorveglianza speciale?

La sorveglianza speciale implica: il divieto di lasciare la propria abitazione dalle 21 alle 7, il ritiro della patente e del passaporto, la sospensione della possibilità di espatrio, il divieto di partecipare a manifestazioni politiche e sociali, il divieto di incontrare più di cinque persone per volta, il divieto di frequentare locali pubblici dopo le 18, l’obbligo di portare sempre con sé la Carta precettiva (un libretto rosso in cui annotare tutti i propri spostamenti).

Foto LaPresse/Nicolò Campo 12/10/2019 Torino (Italia) Cronaca Presidio contro l'invasione turca del Rojava in sostegno del popolo Curdo e delle forze armata YPG e YPJ Nella foto: Maria Edgarda Marcucci Photo LaPresse / Nicolò Campo 12/10/2019 Turin (Italy) News Presidium against the Turkish invasion of Rojava in support of the Kurdish people and the YPG and YPJ armed forces In the picture: Maria Edgarda Marcucci

Foto LaPresse/Nicolò Campo

Quella della sorveglianza speciale sarebbe una misura preventiva: questo vuole dire che Eddi subisce una limitazione della propria libertà senza aver commesso alcun reato. Questa eredità fascista può essere applicata per qualsiasi forma di dissenso politico e sociale. Il fatto che venga utilizzata proprio nei confronti di Eddi è quantomeno preoccupante e grave.

Colpe e paradossi

Le “prove” addotte per la richiesta di due anni (prorogabili) di sorveglianza speciale sono principalmente tre: aver partecipato a una manifestazione di protesta in difesa del personale di un ristorante di Torino, che non veniva pagato da mesi; aver partecipato a una manifestazione del 1° Maggio (periodo in cui Eddi oltretutto non si sarebbe trovata in Italia); aver partecipato a un presidio davanti alla Camera di Commercio di Torino, protestando contro la fornitura italiana di armi alla Turchia.

In effetti l’Italia, nonostante l’annuncio dello stop (con riserva) delle forniture militari alla Turchia, non ha ancora effettivamente sospeso i rifornimenti. Ed è noto come la Turchia sia responsabile dell’invasione nel Nord della Siria e come stia conducendo una persecuzione sistematica della popolazione curda, sia attraverso attacchi militari sia attraverso tentativi di pulizie etniche.

Eddi

Se Eddi è una sorvegliata speciale. Fonte Google

Pubblichiamo comunicati stampa, commenti, opinioni, tweet furenti contro i crimini dell’ISIS, ma solo quando colpisce la nostra fetta di mondo privilegiato. Poco o nulla viene detto degli altrettanto aberranti crimini che l’ISIS (e non solo) perpetra contro la popolazione curda nel Nord della Siria (e non solo). Ci riempiamo la bocca e riempiamo le bacheche di un sostegno astratto alla lotta all’ISIS e di un perseguimento astratto di giustizia e pace in territori stremati dalla guerra. Poi condanniamo alla sorveglianza speciale persone, come Eddi, che si sono realmente impegnate nella Resistenza all’ISIS, anche sacrificando la propria vita, come nel caso di Lorenzo Orsetti, detto Orso, attivista italiano che ha perso la vita combattendo a fianco della Resistenza curda.

Non ci si spiega questo controsenso, questo paradosso incredibile. Il punto forse è che i gruppi di Resistenza che Eddi e altre persone come lei hanno cercato di sostenere concretamente si rifanno a valori e ideali che sono evidentemente scomodi per i delicati equilibri politici in gioco nel conflitto siriano.

Quello proposto e portato avanti dalla Resistenza curda è un sistema basato sull’uguaglianza di genere, sulla separazione fra Stato e religione e contrario all’autoritarismo. Un sistema di auto-governo assembleare e democratico, la cui gestione è affidata a rotazione a persone diverse.

Ancora una volta decidiamo ipocritamente di tradire la lotta per la libertà e la pace di milioni di persone in nome di un sistema corrotto e opprimente che infanga tutto il mondo sempre di più. E lo facciamo a spese di chi quella lotta non l’ha tradita affatto.

 

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Annalia Leone

Annalia Leone

Dal 1997 alla spasmodica ricerca delle parole esatte per descrivere tutto quello che mi passa per la testa. Più che altro castelli in aria.

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