In Wonder: Shawn Mendes tra sogni e realtà

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shawn mendes

Immagine promozionale del docufilm su Shawn Mendes dal titolo In Wonder, disponibile su Netflix dal 23 Novembre.

I’m just a guy who really loves music. Time to let go.
-Shawn Mendes

Così ha inizio In Wonder, documentario del filmmaker Grant Singer dedicato agli ultimi anni della vita personale e artistica del cantante canadese Shawn Mendes.

Fin dai primi secondi del docu-film, uscito il 23 Novembre su Netflix, notiamo quanto significato abbia la musica per la pop-star, in un contesto che ci sembra ormai molto distante: i concerti, la folla, le urla, le luci di uno stadio.

Il racconto di In Wonder però inizia molto prima della fama: la città natale a cui è molto legato, il supporto della sua famiglia e degli insegnanti che mai lo hanno portato a mollare o dubitare del proprio talento, cosa molto importante per un ragazzino che prova a raggiungere il proprio sogno.

Dalle cover in cameretta, dove grazie a Vine (praticamente il vecchio TikTok) ha iniziato a farsi notare fino ad arrivare sotto gli occhi del suo manager Andrew Gertler, passando per i tanti brani di successo, fino ad arrivare al tour mondiale di 105 date del 2019.

Nonostante la giovane età (Mendes è classe 1998) e una carriera importante alle spalle, il cantante canadese mostra desiderio di eccellere e dare sempre il meglio, mostrandosi comunque umile.

In Wonder ci mostra la parte più intima di Shawn Mendes

Il documentario racconta come il carattere di Mendes sia dovuto al legame fortissimo con le radici, la sua famiglia, gli amici di sempre, i posti dove è cresciuto e che ancora lo emozionano quando torna a casa dopo mesi e mesi totalmente catapultati tra palchi e carpet: la nostalgia di casa è presente in quasi tutta la durata del documentario, con un amore viscerale per il proprio Paese, il Canada, reso evidente dall’ansia e la voglia di esibirsi nel Rogers Centre di Toronto, suo sogno fin da bambino.

Shawn però non perde mai l’attenzione per cose apparentemente più banali, come ritrovarsi tra i prati di Pickering, sua città natale, o ricordare i venerdì sera passati con gli amici o passare un paio di giorni nella casa in cui è cresciuto.

mendes cabelo

Shawn e la fidanzata Camila Cabelo, anche lei un’artista. Foto da Internet.

Chiaramente in questo racconto intimo dell’artista non può mancare un tassello fondamentale della sua vita recente: la fidanzata Camila Cabello, anche lei pop-star, con la quale ha duettato nella famosa hit Señorita. Si amano e si nota la sintonia che li lega.

Lo stesso Shawn afferma che con Camila può essere completamente se stesso e sentirsi compreso proprio perché hanno vissuto le stesse esperienze. In una scena molto tenera, rivela che ogni brano è praticamente dedicato a lei e che mai riuscirà a scriverne uno che possa renderle completamente giustizia ed esprimere l’amore che prova nei suoi confronti.

mendes bieber

Justin Bieber e Shawn Mendes si esibiscono nel singolo Monster agli AMAs 2020. Foto di Kevin Winter su Getty Images.

Tra tanti attimi belli e trionfanti, vengono mostrati anche i momenti più duri che provano la vita di un’artista, come il difficile racconto della cancellazione di una data del tour per problemi alle corde vocali, sinonimo che non sempre la vita di un cantante sia semplice e fantastica, ma anche fragile e stancante. Una vita fatta di scelte non facili.

In circa ottanta minuti ripercorriamo gli inizi della sua carriera, i successi e la vita on the road, l’amore per i suoi cari, i momenti di fragilità e, cosa più importante, la creazione del nuovo disco in uscita il 4 dicembre, anticipato dai singoli Wonder e Monster, a cui collabora con Justin Bieber.

Shawn ha voluto fare un regalo ai fan che lo supportano, mostrando frammenti e retroscena della vita in studio e della nascita dei nuovi brani, ma sono sicura che chiunque ami questo genere di documentari, anche senza essere un fan sfegatato di Shawn Mendes, potrà rimanerne affascinato.

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Loredana Desiato

Loredana Desiato

Da sempre appassionata dell’arte, del cinema, del giornalismo e sopratutto della fotografia. Ho iniziato a scattare all’età di 15 anni e da allora non ho più smesso. Amo viaggiare e amo raccontare attraverso i miei scatti, mi affascina l’idea di riuscire ad intrappolare emozioni per sempre.

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