Club Godo: cazzo, il sesso mi piace!

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Club Godo, una cartografia del piacere: questo il titolo del libro. Seguendo L’ippocampo Edizioni su Instagram mi sono imbattuta in una serie di post correlati fra loro. Vedevo illustrazioni di peni, vagine, lingue e seni e mi chiedevo se fossero impazziti: non lo sapete che le nuove politiche del regno dei social consentono, da una parte, di condividere materiale pedopornografico e pornografico e, dall’altra, ti vietano di pubblicare un capezzolo dritto sotto la canottiera?

Per uno strano allineamento dei pianeti, però, nessuno ha pensato di chiudere o segnalare il profilo della casa editrice e spero vivamente che la cosa non accada ora. Poco dopo, seguendo con passione i post, ho trovato un’intervista di Jüne Plã, autrice e soprattutto illustratrice.

Ho deciso che era ora di acquistare il libro e di testarlo. Non per discutere la qualità della casa editrice in fatto di stampa o di marketing, bensì per la tipologia di testo proposto. Parliamo di un manuale sul sesso, no?

Club Godo: no, non parliamo di un manuale sul sesso

Arriva, lo apro, lo scopro. Non è l’equivalente di un kamasutra incrociato con un saggio sul sesso tantrico. È una cartografia, una mappa, una cartina. Non mi promette di ri-scoprire il sesso bensì di scoprire il piacere da un altro punto di vista.  Il sesso è uno dei molteplici aspetti: Trallallero e Trallallà, pene e vagina, sono utili ma non indispensabili. Jüne Plã esplora il piacere, non il semplice sesso. Piacere che può essere scaturito anche da una meno comune carezza sul braccio che diamo abitualmente per scontata. 

Club Godo: l’inclusività prima di tutto

Club Godo è il libro di cui avevamo bisogno per questo motivo: l’inclusività. Il piacere è di tutti, per tutti. Purché sia consensuale. Le prime pagine sono dedicate a questo, ai pilastri di una sessualità appagante. A seguire ci sono la comunicazione, la creatività, le carezze, il dono di sé, il rispetto reciproco e l’ascolto e l’osservazione. Tutto ciò non assume la forma di uno sterile elenco ma viene spiegato. Si vede sin da subito come Club Godo sia un libro realizzato non solo da illustrazioni ma anche da gran parte di testo. Inclusivo si, guida illustrata anche. Illustrata al punto che, quando si parla delle parti del corpo che, se stimolate, possono generare piacere, Jüne Plã le illustra e ci associa dei numeri con i nomi scientifici e le spiegazioni di cosa sono.  Prima di pensare al sesso, dovremmo essere in grado di conoscere e riconoscere il nostro corpo e quello dell’altro. 

Club Godo

Si potrebbe pensare che nel sesso non ci siano regole, che il segreto sia solo lasciarsi andare, calarsi nella parte, concentrarsi sulle sensazioni e affidarsi alla chimica dei corpi. Ma bisogna andare oltre. Estratto di Club Godo, di Jüne Plã, L’ippocampo edizioni. Foto di Ylenia Del Giudice

 

Club Godo: nato su Instagram per raccontare la noia

Questo testo mi ha fatta riflettere su come sia cambiato il bisogno del lettore e sul bisogno di ricevere informazioni più in fretta possibile. Instagram è il social più usato proprio per questo immagino: foto, caption, tag ed è fatta. Sappiamo dire dove era Tizi* perché abbiamo visto un post. E per il sesso? Funziona nello stesso modo? Per Jüne Plã si. Petting. Sesso orale. Penetrazione. Orgasmo.  Per questo, se vogliamo, è ora di dare una scossa a questo ritmo noioso. E se non ci annoia? Non siamo costretti a cambiare nulla. Il libro è inclusivo, non coercitivo. Niente più immagini dei corpi ma solo illustrazioni dirette e specifiche, chiare. Il porno online non ci basta più per scoprire come muovere la lingua o come lubrificare l’ano e l’offerta dei testi sul sesso parla solo di come far godere l’altro, di come spingere l’altro ad arrendersi a noi. Allora facciamola noi la cartografia del piacere, noi che ci annoiamo! Raccontiamo cosa, secondo noi, è possibile fare con i nostri corpi tutti. 

Club Godo: via l’imbarazzo, poi i vestiti

Pare ‘na cosa facile. Ci si sveglia un giorno e ci si guarda allo specchio e si, cazzo, mi piace il sesso! Ma mi piace in un certo modo, non voglio che la lingua si muova a caso sul clitoride. E la spinta la preferisco più lenta ma che arrivi dritta al punto e non si perda in rapide stantuffate. Non devi gonfiare la ruota di una bicicletta, eh.

Club Godo

Club Godo, di Jüne Plã, L’ippocampo Edizioni

L’imbarazzo grande non è spogliarsi, ma ammettere ciò che ci piace. Che ci piace masturbarci, che ci piace spingere il partner, chiunque esso sia, verso il limite e poi cambiare ritmo. Per questo ci annoiamo: perché non ammettiamo cosa ci piace. E perché? Perché siamo imbarazzati e perché la comunicazione sembra essere un tabù.  

 

 

 

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Club Godo: attenti alla censura!

Un paio di settimane fa ho provato a parlare del sesso, del mio Monte di Venere quasi come quello di Marina Ripa di Meana (una chicca per i meno giovani) e di come, fino a qualche anno fa, il sesso mi annoiava a volte. Troppo concentrata su quello che mi è stato detto che l’uomo etero vuole, troppo concentrata sul dover rinforzare l’autostima dello stantuffatore del momento.

Essere demisessuale mi obbliga, quasi del tutto, a non provare interesse nei confronti del corpo se non tramite una scarica emotiva che arriva dal cervello (o dalla pancia, in alcuni casi). Puoi essere bello quanto vuoi, ma se non mi piaci dentro è inutile che mi tocchi i capezzoli, non mi eccito.

Dov’è la censura allora? Proprio dietro l’angolo, la mettiamo in atto senza accorgerci che ci stiamo autocensurando. E questo Jüne Plã lo ribadisce, ogni volta che può. Non autocensuratevi, non censuratevi a vicenda. Senza una buona comunicazione è difficile persino presentarsi, figuratevi trarre piacere.

Club Godo: una quarta di copertina invitante

Se non bastasse l’articolo (un po’ scarno, lo ammetto) e i video ecco la quarta di copertina di Club Godo.

Qui si parla di sesso, di tutto di ciò che c’è da sapere e da fare senza passare necessariamente dalla classica “penetrazione”. Questa sai già come funziona, quindi non serve che ti faccia un disegnino, giusto? Di disegni, però. ne troverai tanti, disegni molto più interessanti che ho realizzato per aiutarti a esplorare la tua sessualità e quella della tua/del tuo partner. Anche se magari pensi di avere già una certa esperienza, spero di farti scoprire nuovi modi per dare piacere alle persone con cui vai a letto. Ho fatto sesso giorno e notte alla ricerca delle migliori tecniche per godere con le mani, con la bocca e chi più ne ha più ne metta… L’idea è che dovresti seguire il tuo ritmo e raggiungere il piacere in solitario, in coppia o con più persone, indipendentemente dal genere in cui ti riconosci, dal tuo orientamento sessuale o dal colore della tua pelle. Che tu sia vergine, sessuomane o una via di mezzo tra le due cose. Insomma, ormai l’avrai capito, questo libro si rivolge proprio al MONDO INTERO! Con la sola eccezione di chi non ama scopare, certo…

Pronti per l’intimo rosso lanciato in aria?

About author

Ylenia Del Giudice

Ylenia Del Giudice

Classe '89, romana. Appassionata dell'arte in generale, di mercatini e di tutto ciò che non conosco, lavoro in una tipografia tra inchiostri e grafiche. Non amo affatto le imposizioni e mi piace sperimentare perché mi annoio spesso. Dormo poco, bevo tanto caffè e sono una fan dei telefoni spenti.

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