Irda Haruni: «Do voce alle donne che ce l'hanno fatta»

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Irda Haruni è una ragazza albanese che dall’Italia dà voce alle ragazze che hanno realizzato i loro sogni. In foto, Irda nella sua città natale, Argirocastro.

Poco prima della nostra videochiamata Whatsapp, Irda mi manda un messaggio vocale: «Dammi due minuti, che sto allattando Ilion». Quasi riesco a immaginarmela, anche se è da mesi ormai che non ci incontriamo di persona: capelli rosso fuoco, uno sguardo sereno ma deciso, un sorriso che ti conquista. Irda Haruni, classe 1991, albanese, vive in Italia da 4 anni. Il suo nome sa di terra, di forza, di passione. Ha iniziato molto presto a lottare per il suo sogno di diventare una scrittrice, per fare la differenza. Non solo ci è riuscita, ma si fa paladina di tante altre donne che ce l’hanno fatta. Oggi voglio raccontarvi la sua storia.

Ho conosciuto Irda per caso, durante il trasferimento a Modena: sono subentrata nella sua ex stanza, ma quella che doveva essere una breve formalità si è trasformata in uno di quegli incontri che ti arricchiscono per sempre. La sua energia e il suo carattere ti travolgono, ti trasmettono entusiasmo, ti coinvolgono in modo irrefrenabile.

Durante la nostra videochiamata, tutti i segni particolari di questa giovane artista albanese non cedono di un passo, nonostante la stanchezza che caratterizza i primi mesi da mamma che Irda sta vivendo.

L’Albania e quel sogno che si fa strada

Irda Haruni nasce il 5 dicembre 1991 ad Argirocastro, in quella parte dell’Albania che confina con la Grecia. Quando aveva 6 anni, sua madre porta suo fratello in Grecia per curarlo, mentre lei resta coi nonni. Sono gli anni della guerra civile: «Ricordo ancora le pallottole che, di notte, volavano proprio sopra la mia testa. Quella zona era il fulcro del conflitto», mi racconta.

A 16 anni Irda inizia a lavorare in radio e nella televisione locale, in un programma che racconta di artisti ed eventi culturali della zona, parte di un progetto Unicef per i giovani dell’Albanian Youth Parliament. «Il mio sogno è da sempre la comunicazione e la scrittura.» Già a 10 anni scrive la sua prima poesia, a 13 il primo romanzo, che ora sta riscrivendo per poterlo pubblicare.

Si iscrive all’Università di Tirana e si laurea in Giurisprudenza. Poi nel 2016 Irda si trasferisce in Italia, a Modena, dove decide di frequentare il Corso di Lingue, Culture e Comunicazione all’università, in inglese e spagnolo. Il tutto senza smettere mai di lavorare, dall’età di 16 anni, per potersi mantenere: «Qualunque lavoro tu possa immaginare, io l’ho fatto!», mi dice ridendo.

Il sogno di Irda: Pasqyra

Irda alla presentazione del suo libro Pasqyra.

Irda alla presentazione del suo libro Pasqyra.

Finalmente nel 2019 pubblica il suo primo libro, Pasqyra (si pronuncia Pasciùra), che in italiano significa Lo specchio. 111 poesie femministe, sulla libertà delle donne, sull’autostima, sulla parità di genere. «Ho scelto lo specchio perchè avevo negli occhi l’immagine di una donna che guarda il proprio riflesso e ci vede dentro l’universo».

Le poesie di Pasqyra sono divise in 4 capitoli, ognuno col nome di una stagione come titolo, e rappresentano diverse fasi: dal dolore, all’autoaccettazione, alla rinascita, toccando vari temi. Irda ha dedicato il libro a suo padre, in occasione del suo 60esimo compleanno: «Un riconoscimento per il modo in cui mi ha cresciuta: libera

Il lancio di Pasqyra è avvenuto con due vere e proprie feste, che Irda ha organizzato nella sua città natale e a Tirana rispettivamente, coinvolgendo quasi 600 persone. Irda ha voluto esporre 10 foto con altrettante citazioni dalle proprie poesie, da calare nel contesto albanese.

Ecco una delle sue poesie, tradotta in lingua inglese:

I missed you today
missed the rain leaving your hair untouched
the rainbows painting your skin
I missed the silence
hidden in the fairytales to protect our sleep
I missed you today
the craziness of your soul walking next to mine
Damn!
I missed those two steps
that shy touch of our fingers
my reflection in your eyes
the Me when you’re around
That’s the thing I missed the most.

Il progetto Una di noi: appuntamento virtuale con le Muse

Durante la quarantena per il Covid, Irda ha iniziato a maturare un nuovo progetto. «Era la prima volta in 10 anni che non lavoravo, e per me che sono abituata a non stare mai ferma sono stati dei mesi terribili.» Pensando alle cose che sapeva e che amava fare, Irda ha creato un canale Youtube da cui dare voce alle ragazze sono riuscite a realizzare i loro sogni.

Così è nato il progetto Una di noi, anche per contribuire alla crescita dell’Albania nonostante la distanza. In questo appuntamento con le Muse, sono le donne a essere protagoniste: Irda racconta le loro storie per dimostrare che per farcela non serve arrivare in alto o diventare famose.

«Ce l’hai già fatta se realizzi il tuo sogno, per quanto piccolo o strano possa sembrare. Perchè il tuo sogno ha un valore, qualunque esso sia», mi dice Irda. Allora mi parla di un’ingegnera che è stata eletta European Youth Ambassador e che vuole battersi per promuovere l’istruzione nell’Albania del Nord.

Poi mi racconta di una sua compagna di classe del liceo, sopravvissuta a un incidente, che ora è una delle migliori istruttrici di fitness di Tirana. E ancora, di una giovane donna albanese di 35 anni, con 3 figli, che vive in Inghilterra e ha deciso di iscriversi all’università, a un corso di scrittura creativa.

Le ragazze devono sapere che possono essere indipendenti: migliorandosi, studiando, raccontandosi per quelle che sono, facendo le cose che sanno fare meglio, essendo felici e aiutandosi a vicenda.

Ci sono molte altre donne di cui Irda vuole parlarmi. «Sono ragazze molto diverse fra loro, e con sogni diversi», mi spiega. «Ma tutte mostrano che il proprio sogno non si realizza dall’oggi al domani: bisogna lavorare tanto e non arrendersi mai.» Soprattutto, mi ricorda che non dobbiamo credere che per essere felici dobbiamo fare tutti le stesse cose o avere le stesse capacità, come ci insegna spesso la scuola.

Per Irda sono fondamentali il dialogo e l’inclusione delle diversità, e ne tiene conto in ogni intervista. «Il primo video è arrivato a più di 2K visualizzazioni e mi hanno scritto tantissimi ragazzi, dicendomi che l’avevano apprezzato molto.» I suoi toni mirano a veicolare un confronto positivo per promuovere la parità tra i sessi, in un incontro che serve a crescere insieme, non a distruggere.

Irda, diventare mamma e la depressione post-parto

Irda è da poco diventata mamma. In foto, lei e il piccolo Ilion.

Irda è da poco diventata mamma. In foto, lei e il piccolo Ilion.

A fine maggio del 2020, Irda è diventata mamma, che lei descrive come l’emozione più bella del mondo. «Abbiamo deciso di chiamarlo Ilion, che in albanese significa la nostra stella. Oltre a essere il nome arcaico dell’Albania, è anche quello dell’antica città di Troia.»*

Essere madre per Irda significa sentirsi profondamente responsabile della vita di un altro essere umano e iniziare a pensare di più al futuro. «Devi stare concentrato per riuscire a trasmettergli i valori giusti nel modo giusto. In quanto donna, sento che la mia autostima è andata alle stelle, perchè mi vedo capace di cose che non pensavo di saper fare.»

Poi Irda mi regala anche la sua esperienza personale della depressione post-parto. Mi racconta che si cambia tantissimo fisicamente, e che dal punto di vista emotivo ogni cambiamento si vive in modo molto duro. «Bisogna avere pazienza e fiducia in se stesse. Il trucco è imparare ad auto-tranquillizzarsi.»

Mi ricorda anche che non tutte le super mamme che si vedono sui social corrispondono alla realtà. «Sono modelli finti che fanno male» mi dice. «Le super mamme non esistono. Va bene anche sbagliare, perchè sai che il giorno dopo farai meglio

Italia e Albania con gli occhi di Irda

Una foto di Argirocastro, in Albania, di Artem Bryzgalov su Unsplash

Una foto di Argirocastro, in Albania, di Artem Bryzgalov su Unsplash.

Durante i 4 anni trascorsi in Italia, Irda ha avuto modo di mettere a paragone la cultura italiana con quella albanese, soprattutto in merito alla condizione delle donne. Mi racconta che negli ultimi anni sono stati fatti enormi passi avanti in Albania, ma che c’è ancora tanta strada da fare.

Le donne italiane secondo Irda sono più libere dal punto di vista della mentalità, e ciò dipende anche e soprattutto dalla loro libertà di movimento: «Se nasci europeo, hai la possibilità di spostarti ovunque, mentre essere albanese significa aver sempre bisogno del passaporto». Così Irda mi spiega che per lei i confini geografici possono diventare un ostacolo anche per la circolazione delle idee.

Nascere in Albania vuol dire dover fare sempre i conti con la propria povertà e lottare costantemente per migliorare le proprie condizioni di vita, e questo Irda lo vive da quando era piccola. «Nel mio Paese si sta dando sempre più importanza agli studi universitari, che diventano un passaggio necessario per riscattarsi nella società.»

Irda Haruni: presente e futuro di una donna determinata

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Irda non ha alcuna intenzione di fermarsi e continua a interessarsi alla diffusione della cultura e delle idee.

Irda ha in programma tante altre interviste nei prossimi mesi, oltre alla volontà di riunire attorno a sé una comunità di follower lettori. Il suo obiettivo è di ottenere contratti con delle case editrici, per favorire lo scambio culturale in Albania e far arrivare tanti, tanti libri nelle scuole.

«Il motivo per cui lo faccio è che le ragazze devono sapere che possono essere indipendenti.» Così Irda mi spiega la sua determinazione. Per lei, le donne possono sempre migliorarsi «studiando, raccontandosi per quelle che sono, facendo le cose che sanno fare meglio, essendo felici e aiutandosi a vicenda.»

Ce l’hai già fatta se realizzi il tuo sogno, perchè il tuo sogno ha un valore, qualunque esso sia.

Sin da quando è arrivata a Modena, Irda si è interessata alla vita sociale e culturale della città, ma è rimasta un po’ delusa. «Mi aspetto che dopo il Covid cominci a essere un po’ più vivace. Ho sempre cercato di organizzare eventi culturali anche qui, e spero di riuscirci prima o poi.»

Insomma, questa ragazza albanese mi dimostra ogni giorno di più che sono la passione e la determinazione che ti portano lontano, e che la solidarietà e il supporto tra donne sono fondamentali per portare avanti la lotta femminista. Sono grata di aver conosciuto Irda per caso, perchè ogni ragazza meriterebbe di avere nella propria vita una fonte d’ispirazione come lei.

*NdR: Illiria, Ylli i ri = la nuova stella, l’Albania; Illioni, Ylli jone = la nostra stella, antico nome di Troia; Illirida, yllirida = la stella del monte Ide, la Macedonia di oggi secondo alcuni documenti storici.

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Cristina Iorno

Cristina Iorno

Cristina ama le lingue come se fossero persone. O forse le ama perché, proprio con le persone, la mettono in contatto. Per mantenere viva la sua storia d'amore con inglese, tedesco e spagnolo, Cristina si serve di libri, viaggi, film, serie tv e canzoni. Dopo aver vissuto in Germania, Polonia e Spagna, e aver girato in lungo e in largo, si sente più che mai una cittadina del mondo. Crede nell'amicizia, nel valore della semplicità e nel destino, tant'è che Serendipity è una delle sue parole preferite. Ambientalista in erba, Cristina colleziona cartoline di tutti i posti che è riuscita a visitare e spera di raccoglierne presto da tutti i continenti.

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