L’Isola delle Rose (senza radio)

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L'Isola delle Rose

L’Isola delle Rose è il film di Sydney Sibilla firmato Netflix che racconta una storia di ribellione e libertà. Foto promozionale da Netflix.

C’era una volta, ma adesso non c’è più, un posto chiamato l’Isola Delle Rose (in esperanto, lingua ufficiale di Stato Insulo de la Rozoj), ultimo bastione storico del genio creativo romantico e libero.
È una storia vera, badate, anche se non se ne parla più. Come una vecchia fiaba onirica a cui non si crede più, tanto lontana e impossibile pare.
A raccontarcela, quasi a scrollare via l’alone di polvere da questo sogno utopistico, ci pensa Sydney Sibilla in un paio d’ore che scorrono veloci come gli sci d’acqua che solcavano l’Adriatico alla fine degli anni ’60.

Elio Germano ancora una volta assume magistralmente le sembianze di un personaggio storico, Giorgio Rosa, giovane ingegnere bolognese che nel ’67 decide di costruire insieme a un compagno di università un’isola al largo di Rimini.
Perché? Per vivere in libertà, via da un mondo stretto, a cui doversi adattare per forza, imbrigliato dalla cieca burocrazia e dalla censura, in cui la creatività viene posta sotto sequestro e schedata. Ma anche per Gabriella, la donna amata, interpretata da Matilda De Angelis. Avvocata di diritto internazionale, sarà lei a scandire la coscienza di Giorgio e le tappe di questa creazione assolutisticamente velleitaria e libertaria.

Giorgio crea quindi su una piattaforma un mondo tutto suo. Ed è una presa di posizione etica e ingegneristica che nasce ufficialmente in una data iconica, il 1° Maggio 1968, come un tributo a una visione rivoluzionaria del mondo, in opposizione alle dinamiche immobiliste e ciniche di uno Stato italiano al tempo governato dalla D.C., di cui a vestirne puntualmente i panni sono Fabrizio Bentivoglio e Luca Zingaretti.

Isola

I personaggi de L’Isola delle Rose sfidano le Istituzioni e cercano di cambiare il mondo. Foto da Internet.

Insieme a Giorgio sono altri i personaggi, autentici scappati di casa, che danno forma e significato a L’Isola Delle Rose. Maurizio (Leonardo Lidi), schiacciato da una vita già programmata; Franca (Violetta Zironi), incinta e senza idea di cosa fare  in futuro; Rudi (Tom Wlaschiha), apolide incastrato fra le pieghe del tempo e dello spazio; e Pietro (Alberto Astorri), naufrago senza una storia apparente.

Minuscoli su una piattaforma sostenuta da pali telescopici pieni d’acqua, sfidano il mondo delle Istituzioni e mettono in dubbio lo status delle dinamiche politiche e diplomatiche. Come nella cabina della portineria del Consiglio D’Europa, dove Giorgio al telefono, come un interprete che si rifiuta di tradurre parole di distruzione, affronta da individuo assoluto il Ministro degli Interni in persona, lo Stato, organismo di libertà condizionata.

Perché l’importante è cambiare il mondo. O almeno provarci trasformandolo in una discoteca.
Come nella sala di un cinema pieno di persone grigie che si spaventano in coro davanti a un banale film dell’orrore, Giorgio e Gabriella si alzano ed escono. E fanno fiorire le rose in mezzo al mare.

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Annalia Leone

Annalia Leone

Dal 1997 alla spasmodica ricerca delle parole esatte per descrivere tutto quello che mi passa per la testa. Più che altro castelli in aria.

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