Quale futuro per le sale dopo il covid?

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Il 2020 è stato un anno di crisi per quasi tutti i settori, ma a risentirne in modo particolare sono stati la cultura e il cinema.  La chiusura delle sale e le difficoltà nel gestire le riprese hanno provocato un calo dei ricavi e degli investimenti. L’ANICA già ad ottobre stimava una perdita in Italia di circa 356 milioni di euro al box office. Una cifra che sarà sempre più consistente visto il prolungamento delle restrizioni. Considerando il periodo dalla chiusura delle sale alla fine dell’anno vi è stato un calo di circa il 93% dell’affluenza. Praticamente un anno senza lavoro.

Sale: un anno senza lavoro

Tutto ciò va ad aggiungersi ai problemi delle sale. Già da tempo infatti i cinema vivono un periodo di crisi, basta osservare i dati cinetel. Nonostante una timida ripresa dell’affluenza nei cinema nel 2019 i dati sono comunque negativi. Rispetto al 2010 infatti è diminuita di circa l’11%. I dati poi non sono mai cresciuti se non nel biennio 2015/2016, che vide un leggero aumento degli spettatori che lasciava ben sperare. In tutto questo molti cinema storici sono stati costretti a chiudere, così come anche molti teatri.

Sale

Foto di repertorio, Shutterstock

Sale: c’è futuro?

Di fronte a questi numeri viene da chiederci cosa significherà il 2020. Da un lato è già stato annunciato un finanziamento di oltre undici miliardi per il mondo della cultura; dall’altro solo 110 milioni saranno destinati alle sale. Difficilmente, è vero, sarebbe stato possibile fare di più, ma quanto a lungo potranno reggere in queste condizioni?

Sale

Cinema Metropolitan, Roma. Foto: Davide Franceschini, Altrospaziofotografia

Sale: alza la testa

Tuttavia l’interrogativo più importante è un altro: se non si riusciranno a riaprire i cinema a breve cosa succederà? Oggi abbiamo da un lato piattaforme come Netflix o Disney Plus che lo scorso anno hanno raggiunto rispettivamente 200 e 90 milioni di abbonati e hanno ottenuto un enorme rialzo dei titoli in borsa; dall’altro le produzioni che, compreso che il pubblico rimarrà a casa ancora per tanto tempo, hanno scelto l’unica soluzione possibile: far uscire i film in streaming piuttosto che aspettare il ritorno al grande schermo, come fatto per Mulan o Soul.

Dati alla mano viene difficile non pensare che anche dopo il covid lo streaming non avrà un ruolo importante.  Sono però convinto che questa sia solo una pezza, dettata dalle leggi della pandemia. Le emozioni straordinarie del vivere sala, la pelle d’oca per la colonna sonora e il grande schermo non possono essere sostituite. Per questo, se lo vorremo, questo potrà essere un nuovo punto di partenza. Del resto il cinema è un valore e un’istituzione e, riprendendo le parole di Godard già usato per introdurre questa rubrica, «quando si va al cinema, si alza la testa».

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Francesco Montagnese

Francesco Montagnese

Classe '97, Calabrese di nascita, ma romano d'adozione. Nel tempo libero scrivo poesie e suono il violino.

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