Storia: nome singolare e femminile – 1.Olympe de Gouges

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Olympe: Ma serve ancora il femminismo?

Siamo abituate a pensare che oggi noi donne abbiamo gli stessi diritti di un uomo perché possiamo studiare, lavorare, votare e addirittura indossare i pantaloni.

Eppure c’è qualcosa che non va. Perché una bambina inizia circa a 6 anni a sentirsi più stupida di un coetaneo [1]? Come è possibile che esista ancora il gender pay gap? Perché quando una donna viene stuprata c’è sempre chi dice che se l’è andata a cercare? Perché nel mondo ci sono più di 60 milioni di bambine che non hanno accesso all’istruzione [2]? Perché vengono ancora praticate le mutilazioni genitali femminili? Perché se ti dico che corri come una femmina ti sto offendendo?

Il punto è che il femminismo serve ancora e leggere le storie di donne del passato può aiutarci a capire la direzione in cui dobbiamo andare.

No, non dobbiamo bruciare nessun reggiseno.

Olympe: C’est la révolution!

Immaginiamo di essere in Francia durante la Rivoluzione Francese. La storia è piuttosto nota: esasperati dal lusso della corte di Luigi XVI, i francesi insorgono per dare vita a un nuovo mondo traboccante di libertà, uguaglianza e fratellanza. La rivoluzione procede così tra alti e bassi, parrucche da urlo, grandi ideali e teste mozzate.

E le donne? Le donne non hanno alcun diritto nemmeno quando l’illuminismo è il trend del momento. Qui inizia a percepirsi una pesante incoerenza. Siamo abituati e abituate a considerare il periodo della rivoluzione francese come il trionfo dell’uguaglianza ma, come spesso accade, questo è un discorso valido solo per gli uomini.

Quello che ci interessa è che proprio una donna intercetta questa contraddizione e decide di non tacere: Olympe de Gouges.

Olympe: Altro che croissant!

Olympe nasce con il nome di Marie Gouze da una modesta famiglia del sud della Francia nel 1748. Come ogni ragazza del suo tempo, viene data in sposa appena sedicenne ad un uomo che non ama e da cui ha ben presto un figlio. Nel Settecento la gente sapeva davvero divertirsi. Dopo poco tempo Marie rimane vedova e la sua esperienza matrimoniale deve essere stata così piacevole che la giovane decide di cambiare città e di non risposarsi mai più. Nel 1770 Marie si trasferisce a Parigi dove, con il nome di Olympe de Gouges, inizia a frequentare vari salotti. In poco tempo e grazie a una formazione da autodidatta diventa famosa come drammaturga, scrittrice, intellettuale, attivista. Nei suoi scritti si scaglia contro la schiavitù, le discriminazioni razziali, la pena di morte, sostiene i diritti delle donne, degli orfani, delle madri nubili. Evidentemente dormiva poco.

Olympe

Olympe de Gouges nasce a Mountauban il 7 maggio del 1748 e muore a Parigi il 3 novembre del 1793

Uno dei momenti più emozionanti della rivoluzione francese è l’emanazione della Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo e del Cittadino. Per la prima volta nella storia dell’umanità si scrive che tutte le persone sono uguali. Ovviamente si parla di tutte le persone con un pene (bianco tra l’altro). La Dichiarazione esclude infatti le donne da qualsiasi diritto. Lo stesso Robespierre proibisce associazioni e giornali femminili nel periodo rivoluzionario.

Olympe: Don’t mess with me, baby!

A questo punto Olympe si indigna: come è possibile che i francesi non capiscano il nodo della questione? Le donne di Parigi hanno marciato, lottato e dato il loro contributo alla rivoluzione senza ottenere nulla? Sarebbero dovute tornare a pulire, cucinare e partorire? Perché le donne non possono votare come gli uomini? Qual è il motivo oggettivo per escludere le donne dalla vita politica? Perché la libertà deve essere una prerogativa maschile?

Olympe

Secondo l’articolo 1 della Dichiarazione dei Diritti della Donna e della Cittadina, la donna nasce libera e ha gli stessi diritti dell’uomo.

Olympe scende in campo: non ha intenzione di condannare le donne ad essere bamboline mute per sempre. Nel 1791 fonda il Cercle social, un’associazione per la difesa dei diritti delle donne e scrive la Dichiarazione dei Diritti della Donna e della Cittadina. L’obiettivo è quello di ampliare la precedente Dichiarazione, dando alle donne gli stessi diritti degli uomini.

Olympe è strenuamente convinta che la donna nasce libera ed ha gli stessi diritti dell’uomo [3]. Si batte per dare la libertà di parola alle donne affermando che se la donna ha il diritto di salire sul patibolo, deve avere ugualmente il diritto di salire sul podio [4]. Sprezzante scrive che l’uomo bizzarro, cieco, gonfio di scienza e degenerato, in questo secolo illuminato e di sagacità, nell’ignoranza più stupida, vuole comandare da despota su un sesso che ha ricevuto tutte le facoltà intellettuali [5]. Olympe urla che non esiste un motivo logico per cui le donne vengano considerate persone di serie b, grida che le donne valgono quanto gli uomini.

Olympe: A chi piacciono le teste mozzate?

Purtroppo le urla e le grida troppo insistenti danno spesso fastidio. Olympe viene infatti arrestata il 20 luglio 1793 e ghigliottinata il 3 novembre dello stesso anno. Viene condannata a morte per essersi schierata dalla parte dei girondini e per aver preso le parti di Luigi XVI. Tuttavia alcuni sostengono che la sua più grande colpa sia stata quella di aver dimenticato le virtù che convengono al suo sesso ed essersi immischiata nelle cose della Repubblica [6]. Clever girl, insomma.

Olympe

Olympe viene ghigliottinata, ma grazie alle sue idee oggi è considerata una delle prime femministe della storia.

Eppure la ghigliottina non è riuscita a zittire Olympe e le sue idee sono arrivate fino ad oggi. Forse in Francia pensavano che una testa mozzata avrebbe chiuso le bocche delle donne, ma evidentemente si sbagliavano. Olympe è una donna poco nota e spesso dimenticata che, secoli fa, ha avuto il coraggio di dire tutto ciò in cui oggi crediamo e per cui dobbiamo continuare a lottare.

Libertà, uguaglianza e sorellanza, Olympe!

[1] I. Maranon, Educare al femminismo, come formare persone libere, sicure di sé e rispettose degli altri a prescindere dal sesso, Salani, 2018

[2] Unicef

[3] Olympe de Gouges, Dichiarazione dei Diritti della Donna e della Cittadina, Articolo 1

[4] Ibi, Articolo 10

[5] Ibi, Preambolo

[6] www.letteraturaalfemminile.it

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Giulia Mauri

Giulia Mauri

Giulia Mauri è laureata in lettere e insegna alle scuole medie. Si dice sia nata da una malsana mescolanza tra South Park, Nirvana, Cowboy Bebop, Moravia, Pavese, Bojack Horseman e tante cose belle. Troppo pallida, oscenamente timida, fortemente introversa, talvolta sarcastica. Ama i fumetti, l'animazione, i cani e la montagna.

1 comment

  1. Avatar
    Sara 28 gennaio, 2021 at 07:34 Rispondi

    Articolo molto interessante! (scritto anche con una punta di ironia)
    Ignoravo la storia di Olympe (nessuno ne parla mai), ma penso sia fondamentale conoscerla perché, anche dopo anni, noi ci troviamo ancora qui, nel 2021, a dover lottare, ogni santo giorno, per i nostri diritti, proprio come faceva lei!
    Seguirò con immenso piacere questa rubrica!

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