Festival del 2020: quattro film che dovresti recuperare

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Nel 2020 le sale sono state costrette a chiudere, ma il cinema non si è fermato. Molti festival infatti hanno scelto di proseguire online. Abbiamo scelto quattro film del 2020 premiati nei festival che secondo noi dovreste recuperare.

Favolacce (Damiano D’Innocenzo, Fabio D’Innocenzo)

film

Favolacce, una scena dal film

Una favola, anzi una favolaccia, come suggeriscono i fratelli D’Innocenzo che uniscono la fiaba nera alla tragedia. I due registi, al secondo film, guardano alla periferia romana in un modo particolare rispetto ad altri film sul tema. Non ci sono palazzi grigi, ghetti popolari, tantomeno ragazzi di vita. Ci sono villette a schiera, popolate da persone che vorrebbero esserci riusciti ma che in realtà non ce l’hanno mai fatta e bambini, che vivono sotto l’ombra di un sogno genitoriale forse fin troppo grande e oppressivo.

Acclamato e vincitore dell’Orso d’Argento all’ultimo Festival di Berlino, Favolacce commuove e spaventa. I due registi volgono lo sguardo  e si insinuano in una realtà molto spesso dimenticata. La telecamera dei registi si muove sporca in una realtà dove la polvere è stata semplicemente messa sotto al tappeto e pronta a spuntare fuori da un momento all’altro, con una esplosione che difficilmente verrà dimenticata.

Palm Springs – Vivi come se non ci fosse un domani (Max Barbakow)

in una scena di Palm Springs

Andy Samberg e Cristin Miloti in una scena di Palm Springs – Vivi come se non ci fosse un domani

Palm Springs è stato presentato al Sundance Festival 2020, per poi essere mostrato al Festival di Roma. Dopo un’uscita limitata negli States, è arrivato in Italia su Amazon Prime Video il 9 novembre. È proprio in questa data che l’evento della storia ha luogo. Il giovane Nyles si trova quel giorno ad un matrimonio e insieme a Sarah, sorella della sposa, rivivrà dei momenti intensi. Sempre gli stessi. Infatti l’insolita coppia si trova a rivivere sempre lo stesso giorno a causa di un loop temporale, e dovrà capire come uscirne.

Andy Samberg e Cristin Miloti regalano una splendida performance piena di momenti divertenti grazie a una sceneggiatura ben strutturata. La pellicola funziona anche per il mix di generi, tra fantascienza, commedia e romanticismo. Un ottimo film uscito proprio quando anche i nostri giorni, a causa del Covid, sembrano tutti uguali.

 

Volevo Nascondermi (Giorgio Diritti)

Volevo nascondermi

Elio Germano interpreta Ligabue in Volevo nascondermi

La scorsa estate è finalmente uscito il film ispirato alla vita del pittore Antonio Ligabue. Anima inquieta la cui pace riposava soltanto nella natura e nell’arte. Giorgio Diritti affida a Elio Germano l’onere di impersonare e far conoscere questo artista di cui non si parla abbastanza.

Elio Germano è Ligabue nella fase di vita più matura del pittore, in cui il suo tormento raggiunge nuovi apici. Si scontra con le prigioni psichiatriche, lo stigma e i pregiudizi delle persone intorno a lui e un estro artistico che è salvezza e condanna allo stesso tempo. Raccoglie dentro di lui tutta la meraviglia per la natura, dimensione preferita di Ligabue, l’unica in cui si sente a suo agio, al sicuro e compreso. Contemporaneamente questa spinta artistica così primitiva ed estensiva della sua disposizione verso il mondo lo soggioga e non gli dà riposo.

Volevo nascondermi racconta la dimensione intima della sensibilità di Ligabue attraverso inquadrature ampie di campagne sconfinate e solitarie, in cui il pittore appare minuscolo e quasi inghiottito. Scene come quelle negli ospedali psichiatrici ci parlano della sua condanna a vivere in un mondo stretto e crudele. Un mondo infestato da un male da cui è impossibile scappare che, tenendolo prigioniero nella sua stessa mente, lo rende prigioniero anche nel mondo.

Volevo nascondermi è uno dei più bei film del 2020 sotto ogni punto di vista: psicologico, familiare, struggente, inesorabile, che prende e ridà fiato.

 

Hammamet (Gianni Amelio)

Hammamet

Favino interpreta Craxi in Hammamet

Hammamet è stato per alcuni versi uno dei film più deludenti del 2020, ma per molti altri curioso e interessante. Probabilmente a essere sbagliata è stata la sua presentazione, Hammamet infatti non è un film su Craxi, ma sul rapporto padre-figlia. Sfruttando l’escamotage di un ospite nella villa tunisina, Gianni Amelio racconta una storia d’amore familiare in modo intimo e segreto. Amelio si concentra infatti sugli ultimi sei mesi di vita vissuti in Tunisia, durante i quali Bettino e Stefania stettero più a contatto.

Quello da ricercare non deve essere una ricostruzione meticolosa del periodo, ma un’analisi dei sentimenti di una famiglia divisa. A rendere straordinario il film è la grandiosa interpretazione di Pierfrancesco Favino nei panni dell’ex-Presidente. Interpretazione che ha garantito all’attore romano il Nastro d’Oro e il Globo d’Oro come Migliore Attore. D’altronde non è più una sorpresa e, a un anno da Il traditore si conferma uno dei migliori attori italiani.

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