7 film femministi da guardare per l'8 marzo

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Lunedì scorso mi sono resa conto che mancava poco più di una settimana all’8 marzo. In zona rossa, senza poter uscire, con poche occasioni di far sciopero. E allora, tra tutte le idee strane che mi balzano in testa ogni giorno, ho pensato: perché non guardare un film al giorno a tematica femminista, fino all’8 marzo?

Siamo nel 2021, ma c’è ancora tantissima strada da fare per quanto riguarda la parità di genere e il rispetto dei diritti delle donne. I film che seguono sono tra i miei preferiti, perché tengono ben presenti tutte le sfide che comporta essere donne. L’8 marzo deve continuare a essere un campo di battaglia in materia di diritti femminili, non dobbiamo mollare la presa. E questi film possono darci un nuovo slancio, una nuova motivazione, una nuova energia. Buona visione!

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8 Marzo: Mignonnes (2020)

8 marzo

Con Mignonnes, la regista Maimouna Doucouré vuole smuovere le coscienze, spingendo genitori ed educatori a tutelare l’innocenza delle bambine. Foto dal film Mignonnes, disponibilie su Netflix.

Di Mignonnes avevo già parlato in un articolo precedente, perché si tratta di un film fortissimo. E’ la storia di Amina, originaria del Senegal, che si trasferisce a Parigi ed entra in un nuovo mondo. Amina conosce le Mignonnes, un gruppo di undicenni ballerine che muovono i primi passi verso l’adolescenza. Con loro, Amina impara le movenze sensuali di tanti video di twerking disponibili su internet e inizia a comprendere il potere sessuale del proprio corpo.

Dall’altra parte, Amina si scontra con il ruolo sociale che le donne della sua famiglia vogliono trasmetterle. Crescendo in una comunità musulmana, quanto le viene insegnato cozza violentemente con lo stile di vita delle Mignonnes. Non mancheranno infatti i conflitti con sua madre e sua nonna, così come i fraintendimenti con l’altro sesso.

Questo film è stato fortemente criticato, in quanto è stato letto da molti come un invito alla pedofilia e alla pedopornografia. In realtà con Mignonnes la regista Maimouna Doucouré vuole smuovere le coscienze, spingendo genitori ed educatori a tutelare l’innocenza delle bambine. La loro infanzia troppo spesso viene strappata via da contenuti iper-sessualizzati, a cui sono continuamente esposte attraverso televisione e internet. Non è forse arrivato il momento di fare qualcosa?

8 Marzo: Ritratto della giovane in fiamme (2019)

8 marzo

Ritratto di una giovane in fiamme è un toccante period drama che racconta la storia di una pittrice e una nobildonna nel Settecento.

Ambientato nella Francia del XVIII secolo, questo film è una perla per chi ama i drammi storici. La pellicola racconta di Marianne, pittrice e insegnante di disegno, a cui viene commissionato il ritratto della nobildonna decaduta Heloise. Nessuno prima d’ora era riuscito a ritrarla, ma Marianne riesce a conquistarsi la sua fiducia e il suo affetto. Anche se il ritratto dovrà essere spedito al futuro marito di Heloise, in Italia, le due donne iniziano a legarsi sentimentalmente e condividono sogni e desideri.

La sceneggiatura di questo film è semplicemente meravigliosa. Alcuni fotogrammi sembrano dei veri e propri dipinti, di cui l’unico soggetto sono le donne. Per tutta la durata del film non vediamo mai uomini, salvo che in una delle scene finali, quando un servo rinchiude in una scatola il ritratto di Heloise.

Ritratto di una giovane in fiamme è una pellicola perfetta da vedere per l’8 marzo. Non si tratta solo di un romance saffico, è molto di più. Affronta temi come la condizione della donna nel Settecento, la sorellanza, l’arte al femminile. Lasciatevi affascinare anche voi!

8 Marzo: Non sono un uomo facile (2018)

8 marzo

Vincent Elbaz è Damien in Non sono un uomo facile, disponibile su Netflix.

La lotta per i diritti delle donne è difficile da spiegare a chi sta in una situazione di privilegio. Così per Damien, lo scapolo donnaiolo protagonista di Non sono un uomo facile, probabilmente l’8 marzo e il femminismo sono ridondanti. Ma quando si risveglia in un mondo al contrario, dove governano le donne e gli uomini devono fare tutto per compiacerle, inizia a pensarla diversamente.

In questo mondo parallelo, gli uomini vengono oggettificati dalle donne. Sono gli uomini a essere considerati emotivi, a loro è affidata la cura dei figli. Sono loro a depilarsi, a stare attenti alla linea, a fare attenzione a non dare l’impressione sbagliata. Sono loro a essere sottomessi e a non venir presi seriamente.

Con questo film ho riso, riso fino alle lacrime. Ma alla fine quella risata era molto amara. Perchè in un mondo al contrario, le donne in posizioni di potere non farebbero mai così. Perchè tutto ciò che vive Damien in quel mondo immaginario, lo subiscono le donne ogni giorno, per davvero. Il finale lascia intravvedere una speranza, perciò vi consiglio di cercarlo subito su Netflix!

8 Marzo: Suffragette (2015)

8 marzo

L’8 marzo ricordiamo anche le lotte e le sofferenze delle suffragette. Uno dei poster promozionali del film, diretto da Sarah Gavron (2015)

Un cast d’eccezione e una sceneggiatura coinvolgente fanno del film di Sarah Gavron sulle Suffragette un vero e proprio capolavoro. Di sicuro, se prima non amavate andare a votare, per un motivo o per un altro, questo film vi farà cambiare idea. Helena Bonham Carter, Carey Mulligan e Meryl Streep interpretano magistralmente le donne che ai primi del Novecento iniziarono la lotta per il diritto di voto in Inghilterra. Senza i loro sacrifici, probabilmente saremmo ancora molto indietro.

We break windows, we burn things because war’s the only language men listen to. ‘Cause you’ve beaten us and betrayed us and there’s nothing else left.

-Maud Watts, Suffragette

L’8 marzo ricordiamo anche le lotte e le sofferenze delle suffragette. Il diritto di voto è la capacità di esprimere la propria voce sulle sorti del Paese, e la voce delle donne passava in secondo piano rispetto a quella del marito. Il film non risparmia nulla: dalle proteste, represse con la forza, ai sabotaggi, dalle violenze subìte in casa a quelle del carcere. Quando vado a votare, sono un po’ più consapevole del valore e del prezzo del mio diritto. Ed è anche grazie a questo film.

8 Marzo: La bicicletta verde (2012)

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La bicicletta verde di Haifaa Al-Mansour è un altro capolavoro da non perdere per l’8 marzo.

Il sogno di Wadjda è una bicicletta tutta per sé. Si, avete capito bene, una bicicletta. Ma in alcuni paesi islamici come quello di Wadjda alle donne è proibito andare in bicicletta. Ha a che fare con la purezza, col decoro. O forse, con quella libertà che alle donne non si vuole mai concedere?

Non mi bastano le parole per descrivere la grandezza del film firmato da Haifaa Al-Mansour. Wadjda è molto piccola, eppure è capace di sfidare il sistema maschilista che la vuole tenere prigioniera. Deve evitare di provocare gli uomini con la sua risata, deve stare coperta, può toccare il Corano solo con un fazzoletto se ha il ciclo. Ama giocare con i suoi amici maschi, ma non li raggiunge mai, perchè non ha una bicicletta. Di qui la frase più bella del film:

Se avessi una bicicletta, ti farei vedere io!

-Wadjda, La bicicletta verde

Se messe nelle stesse condizioni degli uomini, le donne potrebbero fare tanto. E invece Wadjda si rifiuta di restare imprigionata come sua madre, e combatte per ottenere la sua bicicletta. Hijab in testa e Converse ai piedi, Wadjda rappresenta la forza e la determinazione delle donne che inseguono i loro sogni. Ecco perchè, questo 8 marzo, La bicicletta verde è il film che dovreste vedere.

8 Marzo: Persepolis (2007)

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Sia la graphic novel che il film Persepolis di Marjane Satrapi meritano il tuo tempo per l’8 marzo.

Lo devo ammettere: ho un debole per le storie di donne dei paesi islamici. E il celeberrimo Persepolis non fa eccezione. Il lungometraggio animato è tratto da una graphic novel omonima di Marjane Satrapi, che è anche la regista del film. E’ un racconto autobiografico, divertente e irriverente degli anni di formazione di Marjane ai tempi della rivoluzione iraniana. La ragazza vede il suo mondo cambiare per mano dei fondamentalisti islamici, che una volta al potere limitano progressivamente la libertà della popolazione.

Marjane vive le nuove imposizioni in modo drastico: non vuole rinunciare alla musica punk, né a guardare i ragazzi che le passano accanto. Costretta a coprirsi e a rinunciare a tante libertà, Marjane porta avanti come può la sua protesta di bambina iraniana. Persino all’università intavola un discorso coraggioso su come le leggi del decoro nel vestire valgano solo per le donne.

Per proteggere la sua incolumità, i genitori la mandano in Austria e lì Marjane conosce il mondo occidentale. Ma la sua storia di amore/odio per il suo Paese non finirà lì. Il film è stato candidato all’Oscar e ha vinto il Premio della Giuria al Festival di Cannes nel 2007, che Satrapi ha dedicato a tutti gli Iraniani. Se non hai ancora visto questo film, l’8 marzo è il momento migliore per farlo e per lasciarti ispirare.

8 Marzo: Tutto su mia madre (1999)

Arriviamo forse al film più datato di questa lista. Almodovar regala sempre grandi emozioni e profonde inquietudini con i suoi film, e Tutto su mia madre ne è la prova. Manuela, per realizzare il desiderio del figlio Esteban da poco scomparso, si mette alla ricerca del padre di lui. Solo che il padre di Esteban è ora Lola, una donna transessuale.

Nel corso di questo viaggio, sulla scena si succedono tante donne forti e con storie difficili alle spalle. Manuela conosce Agrado, donna trans amica del padre di Esteban, e a lei Almodovar lascia lo spazio dell’ultima scena. Il monologo di Agrado riflette la naturalezza tipica del regista, quella che rappresenta la società per come è e non per come dovrebbe essere.

Cuesta mucho ser auténtica señora; y en estas cosas no hay que ser rácana, porque una es más auténtica cuanto más se parece a lo que ha soñado de sí misma.

-Agrado, Tutto su mia madre

L’8 marzo è la festa di tutte le donne, anche delle donne trans. Di quelle che sono madri e di quelle che non possono o non vogliono esserlo. A loro, a tutte le persone con il desiderio di essere donna e di essere madre, Almodovar dedica il suo film. Era il 1999, e già il regista spagnolo cercava di scavalcare ogni tipo di pregiudizio. Siamo nel 2021, non è cambiato poi tanto. Ed è per questo che come ogni anno, l’8 marzo continueremo a lottare.

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Cristina Iorno

Cristina Iorno

Cristina ama le lingue come se fossero persone. O forse le ama perché, proprio con le persone, la mettono in contatto. Per mantenere viva la sua storia d'amore con inglese, tedesco e spagnolo, Cristina si serve di libri, viaggi, film, serie tv e canzoni. Dopo aver vissuto in Germania, Polonia e Spagna, e aver girato in lungo e in largo, si sente più che mai una cittadina del mondo. Crede nell'amicizia, nel valore della semplicità e nel destino, tant'è che Serendipity è una delle sue parole preferite. Ambientalista in erba, Cristina colleziona cartoline di tutti i posti che è riuscita a visitare e spera di raccoglierne presto da tutti i continenti.

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