Storia: nome singolare e femminile – 4. Gabriela Mistral

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Gabriela Mistral: storia di una perdente.

Gabriela Mistral, all’anagrafe Lucila de María del Perpetuo Socorro Godoy Alcayaga, nasce il 7 aprile 1889 a Vicuna, in Cile. La ragazza sbaglia tutto da principio: è donna, povera, sudamericana, abbandonata dal padre. Lucila nasce tra le persone emarginate, reiette, sconfitte. Diventerà la loro paladina.

Appassionata di letteratura sin dall’infanzia, deciderà di chiamarsi Gabriela Mistral per omaggiare D’Annunzio e Frederic Mistral, Nobel per la letteratura nel 1904 [1]. Evidentemente la sfavillante spacconeria del buon Gabri esercitava il suo fascino oltreoceano.

Io a 15 anni sognavo ancora di diventare allenatrice di Pokémon. Alla stessa età invece Gabriela Mistral decide di dedicarsi all’insegnamento come la sorella maggiore. Purtroppo però la quota d’iscrizione alla scuola per la formazione degli insegnanti è decisamente cara. Eppure, come in ogni film che si rispetti, la ragazza riesce a raccimolare i soldi necessari. Tuttavia la realtà ama creare dei colpi di scena che nemmeno il peggior regista di b movie potrebbe concepire. Gabriela Mistral viene infatti presto espulsa dalla scuola per aver pubblicato degli articoli in cui proponeva una coeducazione tra maschi e femmine [2]. Lei fa spallucce, prende la porta e se ne va. Era educata: forse ha salutato prima di sbattere la porta.

Grazie all’aiuto della sorella, Gabriela riesce comunque a insegnare in diverse scuole in tutto il Cile. Nel frattempo porta avanti la sua passione per la scrittura collaborando con diverse riviste e giornali.

A queste date per Gabriela Mistral la vita non è semplice.  Non è infatti ben vista dalla critica letteraria perché è una poetessa autodidatta. Non gode di stima nemmeno nel mondo dell’educazione perché è un’insegnante senza formazione accademica [3]. Del resto è ben noto: non si può piacere a tutti. Come farà spesso nella sua vita, Gabriela incassa le critiche, sorride e va avanti con passo sicuro.

Gabriela Mistral: una rimonta inaspettata.

Col passare degli anni gli impegni, i successi e i riconoscimenti di Gabriela iniziano ad arrivare. Nel 1914 con Sonetos de la Muerte vince i Juegos Florales imponendosi nel panorama letterario sudamericano. Nel 1921 diventa direttrice del liceo di Santiago. Nel 1922 viene pubblicata a New York e riceve dal presidente del Messico Álvaro Obregón una borsa di studio per viaggiare in Europa e Usa [4]. Nel 1925 rappresenta l’America Latina all’Istituto per la Cooperazione Intellettuale della Lega delle Nazioni a Parigi. Tra gli anni Venti e Trenta tiene lezioni e conferenze in diverse università.  Nel 1932 diventa console del Cile.

Poi arriva il botto. Nel 1945 Gabriela Mistral riceve il Nobel per la letteratura, diventando così la prima donna sudamericana a vincere il celebre riconoscimento. Nel 1947 ottiene una laurea honoris causa dal Mills College di Oakland, in California. Forse non era poi così vero che una poetessa povera, donna e autodidatta non avrebbe mai potuto combinare nulla di buono.

I premiati col Nobel a Stoccolma nel 1945: Artturi Virtanen, Alexander Fleming, Ernst B. Chain, Gabriela Mistral e Howard Florey (AP Photo)

I premiati col Nobel a Stoccolma nel 1945: Artturi Virtanen, Alexander Fleming, Ernst B. Chain, Gabriela Mistral e Howard Florey (AP Photo)

Dopo aver trascorso tanti anni a insegnare, scrivere, viaggiare, conoscere, osservare, lottare, amare, Gabriela Mistral muore il 10 gennaio 1967. Nomina l’amata Doris Dana titolare dei diritti delle sue opere. Tuttavia lascia i guadagni provenienti dai suoi scritti in Sudamerica ai bambini di Monte Grande, il quartiere povero in cui era nata e cresciuta.

Oggi Gabriela Mistral merita di essere ricordata per molteplici motivi. In particolare tra le battaglie portate avanti dall’autrice ricordiamo quelle per l’istruzione e per i diritti delle donne.

Gabriela Mistral: perché nessuno pensa ai bambini?

Nel 1922 Gabriela viene contattata dal Ministro messicano dell’educazione José Vasconcelos per stendere una riforma del sistema scolastico. Fa sorridere pensare che proprio la ragazza che era stata cacciata dalla scuola per insegnanti ora viene contattata da un ministro dell’Istruzione.

L’autrice è convinta che «Il futuro dei bambini è sempre oggi, domani sarà tardi». Inizia così per la donna un lungo viaggio attraverso le zone rurali per vedere di cosa avesse davvero bisogno la scuola. C’è bisogno praticamente di tutto. Il problema è che la situazione in cui versano numerosi bambini è drammatica. Il tasso di analfabetismo è molto alto e la mancanza di istruzione procede di pari passo con la povertà e la mancanza di diritti. Non potrà mai essere libero un popolo non istruito e Gabriela lo sa così bene che cerca in ogni modo di correre ai ripari.

Gabriela Mistral

Gabriela Mistral. Ecco chi pensa ai bambini e alle bambine!

Una volta giunta in Messico, Gabriela si mette al lavoro, fonda la scuola che ancora oggi porta il suo nome, organizza diverse biblioteche pubbliche, compone poesie per i bambini, scrive testi didattici. Probabilmente il riposo non è mai stata la priorità di Gabriela Mistral. Per tutta la vita continuerà instancabilmente a scrivere sui diritti dell’infanzia e sulla necessità della coeducazione dei sessi.

L’amore e la passione che Gabriela impiega per la cura dei bambini e delle bambine nascono dalla consapevolezza di quanto amare e sfibranti la povertà, l’ignoranza e la mancanza di diritti possano essere. In definitiva per Gabriela Mistral l’educazione e la cultura possono e devono fare la differenza.

Gabriela Mistral: potere alle donne!

Instancabile scrittrice, Gabriela Mistral si è sempre schierata dalla parte delle donne. Scrive che la donna deve avere accesso all’istruzione e che deve percepire lo stesso stipendio di un uomo. Dichiara tutto ciò quando era addirittura raro che una donna avesse opinioni o addirittura fosse in grado di pensare come un vero essere umano.

A soli 17 anni mette nero su bianco che «istruire la donna è renderla degna e sollevarla. La donna istruita smette di essere questa fanatica ridicola, questa sposa monotona che per mantenere l’amore coniugale non può contare su altro che sulla sua bellezza fisica [5]».

Gabriela Mistral

Per la strenua difesa dei diritti dei bambini e delle donne, Gabriela Mistral è una figura che deve essere necessariamente conosciuta.

Gabriela è chiara. La donna deve avere accesso all’istruzione per emanciparsi per essere consapevole dei propri diritti, per poter essere qualcosa di più di uno scialbo angelo del focolare o di una bambolina piena di pizzi. Smettiamola, ci dice Gabriela, di vivere nel mito della bellezza perché possiamo avere molto di più. Senza pesanti ipocrisie, possiamo dire che essere belle è piacevole, ma la vita di una donna non si deve esaurire in questo. Possiamo e dobbiamo ambire alla conoscenza, ai diritti, alla libertà.

La scrittrice ci dice che la donna non è un’incubatrice vivente e la maternità non è un obbligo. Gabriela Mistral vede nella gravidanza un atto di potenza. Un figlio voluto e amato è una grande manifestazione di coraggio e amore, non l’unica, non un obbligo, un’imposizione o un irrinunciabile traguardo sociale [6].

L’opera di Gabriela Mistral è importante e deve essere conosciuta. Per tutta la sua vita, infatti l’autrice cerca di sbriciolare una società esclusivamente bianca, maschilista ed elitaria per approdare a un universo di pace, uguaglianza e dolcezza.

Note

[1 ]Biografìas y vidas, Gabriela Mistral, in Biografìas y vidas, la enciclopedia biogràfica en linea, 2004-2017

[2] Il Post, Gabriela Mistral, poeta e femminista, in Il Post, 7 aprile 2015.

[3] Il Post, Gabriela Mistral, poeta e femminista, in Il Post, 7 aprile 2015.

[4] José Chapochnik D., Cronologia de Gabriela Mistral, su poesias.cl, Lakùma Pusàki, El fuego en el agua, Estate 2006.

[5] https://devanavision.it/articoli/gabriela-mistral/

[6] The Hidden Feminist Progressive of Mistral, Laura M. Clark, Dissenting Voices, volume 2, issue 1, 28 luglio 2013

About author

Giulia Mauri

Giulia Mauri

Giulia Mauri è laureata in lettere e insegna alle scuole medie. Si dice sia nata da una malsana mescolanza tra South Park, Nirvana, Cowboy Bebop, Moravia, Pavese, Bojack Horseman e tante cose belle. Troppo pallida, oscenamente timida, fortemente introversa, talvolta sarcastica. Ama i fumetti, l'animazione, i cani e la montagna.

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