Chiamatemi Lady Bird

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Quando a Christine Lady Bird McPherson, ad un certo punto del film, viene chiesto dove abita, lei risponde «dalla parte sbagliata dei binari». E in effetti, all’inizio, tutto sembra sbagliato della sua vita a Sacramento: l’istituto cattolico dove frequenta l’ultimo anno di liceo, le difficoltà economiche della sua famiglia, il rapporto difficile con la madre, la depressione del padre, l’assenza di possibilità e stimoli in un ambiente di periferia. Lady Bird è un perfetto esempio di film coming of age, con pacchetto completo di protagonista ribelle, amori, delusioni e ricerca di sé. Tuttavia questo è, a parer mio, un filtro riduttivo, che banalizza e non permette di cogliere l’essenza del film.

Commedia di formazione

Lady Bird

Lady Bird firma con il nome scelto da lei. Fotogramma del film.

Greta Gerwig si cala per la prima volte nelle vesti, contemporaneamente, di sceneggiatrice e regista. Questo è il primo punto di forza del film, che risulta essere un prodotto coerente e solido, la cui poetica è facilmente riconducibile allo sguardo di Gerwig.  Dopo anni di gavetta e lavori a fianco del marito Noah Baumbach (tra cui ricordiamo Frances Ha e Mistress America), dove lei era principalmente musa ispiratrice e attrice protagonista, al suo debutto guadagna la nomination a ben 5 premi Oscar, tra cui anche quello per la regia. Purtroppo non ne vince nessuno.

Lady Bird è un film parzialmente autobiografico. Lo sfondo della storia è Sacramento (California), città natale della regista. O meglio: Sacramento non è solo cornice, ma anche soggetto. La città, le sue strade, le sue case, la sua atmosfera pervadono la narrazione e i dialoghi.

Con una trama piana e senza nessun particolare colpo di scena, Lady Bird riesce comunque ad entrare nel cuore dello spettatore che sa apprezzarne la delicatezza. Personalmente, Lady Bird è uno di quei film che potrei riguardare all’infinito senza mai stancarmene. Perché? Sicuramente l’aspetto tecnico (regia, sceneggiatura, fotografia, prove attoriali ecc.) gioca un ruolo centrale. Ma sono soprattutto le emozioni, che la coppia Gerwig-Ronan riesce ad evocare sulla scena, a fare la differenza. Come anche in Little Women (2019).

Christine aka Lady Bird

Lady Bird

Locandina del film Lady Bird (2017).

Saoirse Ronan dona il suo volto a Lady Bird in maniera naturale ed efficace. Lady Bird è un’adolescente dai capelli rosa, divertente, ribelle ma a tratti anche antipatica, irritante e insensibile nei confronti dei sacrifici che i suoi genitori fanno per lei. Questo porta lo spettatore ad empatizzare con lei, ma allo stesso tempo permette di mantenere uno sguardo tenero e critico insieme. Lady Bird non è perfetta, come non è perfetta nessuna ragazza che sta cercando la sua strada. Lei prova, sbaglia, ferisce la sua migliora amica, crede di aver trovato l’amore quando in realtà è una menzogna; ma alla fine comprende e ci riprova, sistema le cose. Questo la rende un personaggio totalmente credibile, anche se costruito su un modello ben preciso.

Il suo vero nome, quello scelto dai suoi genitori, è Christine (nome anche della madre di Gerwig). Il primo atto di ribellione è proprio quello di scegliere per sé un nome diverso, da quello che, dal suo punto di vista, le è stato imposto. Per lei è fondamentale essere chiamata come ha deciso per sé, e lo ribadisce più volte nel corso del film, sintomo di un desiderio di sfuggire alla conformità.

Lady Bird è annoiata dalla sua condizione, in costante attesa di poter spiegare le ali e spiccare il volo: da qui il nome, la speranza di un futuro libero da ogni vincolo. La sua voglia di evadere da Sacramento, gabbia dorata e soffocante, è espressa fin dalla prima scena in cui dice di sognare di trasferirsi a New York, sulla East Coast per frequentare l’università e dare una scossa alla sua vita.

I wish I could live through something. The only exciting thing about 2002 is that it’s a palindrome. […] I want to go where culture is.

Lady Bird e Marion

Lady Bird

Lady Bird e la madre Marion. Fotogramma del film.

Tutti i rapporti di forza del film (di Lady Bird con Sacramento, con la sua amica, con il suo “ragazzo”) sono rapporti di odio-amore e convergono in quello più complesso, con la madre. Marion ama la figlia, ma forse non le piace fino in fondo, e questo, per Lady Bird che lo percepisce, è un grande dolore. Il loro è un legame forte, viscerale, ma anche difficile nella misura in cui l’una non riconosce l’altra. Marion non comprende sua figlia, le sue ambizioni e prospettive, Lady Bird è miope, vede nella madre solo ciò che lei non vuole essere. Le loro conversazioni degenerano quasi sempre in liti, urla, ed entrambe ne escono deluse e distrutte.

Il reale problema però non è la loro incompatibilità e diversità di orizzonti, come potrebbe sembrare, ma il loro essere simili: testarde, decise, entrambe in cerca dell’amore e dell’affetto dell’altra che per qualche ragione è difficile da raggiungere.

Amore e attenzione

Lady Bird

Lady Bird. Fotogramma del film.

Quello che abbiamo detto finora però non è abbastanza per rendere giustizia alla profondità del film, che pur essendo una commedia di formazione, merita e richiede una visione attenta, e scevra da ogni pregiudizio sul genere, per essere amato. Infatti è nelle parole non dette, nelle frasi sospese e lasciate a metà, afferrabili grazie ai silenzi, alle espressioni di Ronan, che dobbiamo andare a ricercare il significato ultimo del film.

Gerwig ci offre la chiave di interpretazione in una delle scene più semplici e banali all’apparenza. Ed è rivelatrice proprio per questo: perché lo spettatore è portato a riconoscere una sensazione che ha avuto per tutta la durata del film, ma alla quale non sapeva dare voce o corpo.

Lady Bird è a colloquio con suor Sarah, responsabile della scuola. Stanno discutendo del tema che lei ha composto per l’ammissione al college. Il soggetto è Sacramento. In questo tema, secondo la suora, è visibile tutto amore di Lady Bird per la sua città. Lady Bird è sorpresa, ma subito abbassa gli occhi e risponde:

LB: Be’, era solo una descrizione.

Suor Sarah: Ecco dà l’impressione di essere amore.

LB: Certo, ho scritto facendo attenzione.

Suor Sarah: Non credi che forse sono la stessa cosa? Amore e attenzione?

Identità

Lady Bird

Lady Bird guida per la prima volta per le strade di Sacramento. Fotogramma del film.

Lady Bird per tutto il film è in lotta con se stessa e la sua identità: decide di cambiare nome per fuggire dalla persona che tutti si aspettano di vedere in lei. Ma, alla fine, quando ormai si trova a New York al college, nel luogo in cui da sempre sognava di essere, è vinta dalla nostalgia, disorientata e preoccupata per ciò che si è lasciata alle spalle.

La nostalgia è accompagnata anche da un’infinità gratitudine: verso sua madre, verso Sacramento e la sua vita da adolescente. Ormai la crescita è avvenuta, il distacco è completo. Ma è proprio in questo momento che capisce quanto il luogo in cui ha vissuto è stato fondamentale per lei e la sua formazione.

Ciao, mamma e papà. Sono io, Christine. È il nome che mi avete dato. È un bel nome. […] Ehi, mamma. Ti sei emozionata la prima volta che hai guidato per le strade di Sacramento? Io sì. Volevo dirtelo, ma in pratica non parlavamo quando è successo. Tutte quelle curve che conosco da una vita, i negozi e tutto il resto. Ci tenevo a dirtelo. Ti voglio bene. Grazie… grazie.

Riconoscimento e gratitudine

Il monologo agrodolce, che in realtà è un dialogo con sua madre, chiude il film accompagnato da un primo piano di Lady Bird, e un parallelismo di lei e Marion che guidano per le strade della loro tanto amata e odiata città. La conclusione del film è un passo avanti rispetto ad altri dello stesso genere perché coincide non solo con la realizzazione delle premesse, quelle che costituiscono il motore della narrazione, ma anche con l’auto-riconoscimento della protagonista. Lady Bird, chiama i suoi genitori e usa per la prima volta il suo vero nome: la scissione tra ciò che era e ciò che voleva essere è risolta. Solo quando ciò avviene anche gli altri conflitti possono essere sanati.

Infine, tutto torna. Gerwig chiude il cerchio che aveva aperto con la scena sull’attenzione. Infatti l’etimologia del termine attenzione è il latino attentio,-onis, dal verbo attendere, ovvero “rivolgere l’animo”. Ed è quello che fa sia Gerwig, sia il suo alter ego Lady Bird. Entrambe si volgono all’indietro, per guardare con riconoscenza, affetto e gioia ciò che si sono lasciate alle spalle, la loro adolescenza.

Bonus: ho trovato per caso questo video su Youtube, girato durante le riprese del film. C’è tutta la gioia che Gerwig mette nel suo lavoro e merita di essere visto. Attenzione: allegria contagiosa!

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Ilaria Murali

Classe 1998, laureata in Lettere Moderne a Perugia, ora studentessa di Italianistica presso l'Alma Mater Studiorum di Bologna. A parte il terzo rewatch di Friends, non ho ancora realizzato nulla nella vita da poter scrivere nella bio. Amo la letteratura, il cinema e la musica: originale direte! Ascolto Katy Perry, ma anche gli Smiths. Il mio film preferito è La La Land e nessuno mi farà cambiare idea. Scrivo per smuovere "quella specie di ovo sodo dentro, che non va né in su né in giù".

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