Katia Greco: «Interpretare una cantante lirica davanti ad una platea vuota è stato commovente»

0

Katia Greco, attrice nata a Messina nel 1985, ha scoperto la sua passione tra i banchi di scuola. Il futuro era incerto e osservato con distacco, fino a quando suona la campana della vita e ti ritrovi a fare esperienza di quello su cui hai fantasticato. Con uno sguardo determinato del colore delle onde che accarezzano la sua terra, Katia guarda a Roma come terra ferma e punto di riferimento, dove con tenacia segue la sua strada.

Una passione, dunque, nata al quarto anno di Liceo, dopo un laboratorio extrascolastico di cinema e proseguita dopo la laurea in Scienze Biologiche (il suo piano B), con gli insegnamenti all’Actor’s work di Danny Lemmo e i seminari di training e scrip analysis di Michael Margotta.

Dopo il debutto teatrale nel 2005 in Ombre e Penombre di Patrizia Tedesco, la vediamo dal 2007 in numerose fiction, tra cui Il capo dei capi di Enzo Monteleone e Alexis Sweet, Distretto di polizia 9 di Alberto Ferrari, Don Matteo 10 e Un passo dal cielo di Jan Michelini, Rita Levi Montalcini di Alberto Negrin, Il giovane Montalbano di Gianluca Maria Tavarelli e Il Commissario Montalbano di Alberto Sironi.

Katia Greco

Katia Greco, ritratto di Brunella Iorio. Foto da internet

Katia Greco: l’esperienza al cinema

Tanti ruoli in televisione, ma anche al cinema, il suo grande amore, con Picciridda di Paolo Licata (che gli è valsa la candidatura alla 66esima edizione dei David di Donatello), Cruel Peter di Christian Bisceglia e Ascanio Malgarini, The Elevator di Massimo Coglitore e Île du pardon di Ridha Béhi al fianco di Claudia Cardinale. Recentemente, invece, è apparsa negli spot Unicredit e De Cecco girati da Ferzan Ozpetek.

Tra un set e l’altro, la cucina e i giri in bici per le vie di Roma e in mezzo alla natura sono per Katia Greco una passione irrinunciabile, che riesce a coniugare con la recitazione, che per lei è vita.

Katia Greco: attrice determinata e spontanea

Tre qualità che ti contraddistinguono come attrice?
«Dal mio punto di vista, poi sarà il pubblico a trovarne altri, credo che le tre qualità che mi contraddistinguono o almeno spero sono: umiltà, spontaneità e coraggio».

Nel 2015/16 hai studiato all’Actor’s Work con Danny Lemmo. Qual è l’insegnamento prezioso che porti con te da quella volta?
«Danny, così come Michael, mi ha dato davvero tanto. Ciò che porto con me è la capacità di abbandonarmi totalmente in scena puntando tutto sul rilassamento».

Hai studiato il metodo Strasberg, sull’uso della memoria affettiva quando un attore non riesce a produrre l’emozione per una scena. Ti è mai capitato di ricorrere a questo metodo?
«Spesso faccio uso di sostituzioni usando fatti accaduti nella mia vita che mi permettono di ricreare quella determinata emozione che la scena richiede, ma ho anche studiato la tecnica Meisner che mi permette di ricreare la stessa emozione usando semplicemente l’immaginazione, nel qui ed ora. Per cui in base al momento decido che metodo usare».

Katia Greco

Foto di scena set Ferzan Ozpeteck Unicredit

Da Il giovane Montalbano a Il Commissario Montalbano. In un certo senso hai visto la sua evoluzione. Com’è stato?
«Un’emozione grande far parte di entrambi i progetti ed anche un grande onore, poi girare in Sicilia è sempre molto bello per me».

Un ruolo che vorresti interpretare?
«Una super cattiva».

Descrivi cosa rappresentano per te Roma e la Sicilia.
«Roma rappresenta il sogno, la città del cinema che mi permette di fare il mestiere dell’attrice, la Sicilia invece rappresenta casa, calore, gli affetti, il mare…».

Film preferito?
«Il paziente Inglese».

Come affronti solitamente un provino?
«Studiando ed essendo aperta a qualsiasi cambiamento mi venga proposto per interpretare la scena. Ovviamente fino al giorno prima del provino mi capita spesso, ma non sempre, di essere ansiosa, ansia che scompare immediatamente nel momento in cui sostengo l’audizione».

Katia Greco: dal teatro al cinema, fino alle serie e spot tv

Sei stata candidata alla 66esima edizione dei David di Donatello con Picciridda di Paolo Licata, che sensazioni hai provato?
«Sono stata candidata per entrare nella cinquina come miglior attrice non protagonista ed anche se non ci sono arrivata, sono comunque felicissima. È un’emozione grande per me, comunque un riconoscimento importante che arriva con Picciridda, un film che amo molto».

Parlaci dell’esperienza sul set diretto da Paolo Licata.
«Paolo è un grande talento e lavorare con lui è stato davvero un bel viaggio. Ti ascolta, ti dirige con amore e pazienza e non vedo l’ora di lavorare di nuovo con lui».

Recentemente ti abbiamo vista nello spot Unicredit e De Cecco. Com’è stato essere diretta da Ferzan Ozpetek?
«È stato molto bello lavorare con Ferzan, vedere i suoi magnifici film e poi essere diretta da lui è stato emozionante, soprattutto per lo spot UniCredit. Stare al Teatro Argentina, interpretare una cantante lirica davanti ad una platea completamente vuota è stato commovente ed anche magico, specie in questo periodo che stiamo vivendo».

Katia Greco

Katia Greco, ritratto di Riccardo Riande. Foto da internet

Hai recitato anche al fianco di Claudia Cardinale nel film Île du pardon di Ridha Béhi. Quale aspetto sei riuscita a carpire della sua professionalità e fare tuo?
«Il suo essere sempre disponibile e spontanea con tutti sia dentro che fuori il set».

C’è un’attrice che apprezzi particolarmente?
«Meryl Streep trovo sia divina».

Come stai vivendo artisticamente e personalmente la pandemia?
«Artisticamente non mi posso lamentare, sto lavorando e ne sono molto grata. Personalmente ho avuto degli alti e bassi, ma adesso sono riuscita a trovare un equilibrio».

A Normannc hai dichiarato di sognare il cinema a livello internazionale, è ancora il tuo sogno?
«Assolutamente sì, e in parte lo sto realizzando con Cruel Peter, film in inglese diretto da Christian Bisceglia e Ascanio Malgarini che sta andando in tutto il mondo e con L’île du pardon, film del regista tunisino Ridha Behi in cui recito sia in italiano che in francese. Spero che sia solo l’inizio di tanti altri film internazionali».

Il regista con cui vorresti lavorare?
«Gabriele Salvatores».

Il tuo motto nella vita?
«Non fare agli altri ciò che non vuoi venga fatto a te stesso».

Prossimo progetto?
«Sto girando una serie di cui non posso parlare per contratto».

About author

Avatar

Francesca Garofalo

Amo scrivere perché ho l'opportunità di mettere su un foglio bianco le mie dita, le mie idee, le mie emozioni, un desiderio irrefrenabile di dire la verità, irriverenza, ironia. Non sarà molto, ma quando ami qualcosa alla follia non resta che perseverare.

No comments

Potrebbero interessarti

kynodontas-2

Il cinema della crisi 1 – Kynodontas

[caption id="attachment_3689" align="aligncenter" width="982"]

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi