Non stancarti di andare: l'amore è il viaggio di chi spera

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Dicono che faccia bene provare sempre cose nuove. Io, per esempio, non avevo mai letto una graphic novel, e una settimana fa ho voluto rimediare. Ma mai avrei pensato che Non stancarti di andare, il mio primo azzardo, mi avrebbe dato tanto. È stata pura serendipità, è stato questo libro a trovare me, per restare nel mio cuore per sempre.

Non stancarti di andare

Copertina del romanzo illustrato Non stancarti di andare, edito da Bao publishing.

Non stancarti di andare è un progetto a 4 mani di Teresa Radice e Stefano Turconi, edito da Bao Publishing nel 2017. Questo romanzo illustrato racconta il viaggio di Iris e Ismail, lei una disegnatrice naturalistica, lui una guida turistica, laureato in storia dell’arte. Iris e Ismail sono cittadini del mondo, ma serve precisare che lei è italiana e lui è siriano. Che lei è cristiana, lui ateo. Serve perché, al di là delle differenze, si amano. Serve perché, al di là delle distanze, le loro vite si intrecciano con quelle di innumerevoli altre persone, guidate dall’amore e dalla forza di andare.

La storia di Iris ha radici lontane, raccontata con salti temporali al 1933, agli anni ’70, ai primi anni 2000, ai giorni nostri. Cresciuta vagando da una città all’altra con sua madre Maite, Iris ha deciso di riempire la sua vita con la sua vocazione: il disegno. Disegnare per custodire la bellezza, per avere il creato in tasca.

Ci sono luoghi intrisi di una speciale energia. Luoghi che sono abbracci, in grado di farti sentire amata, pur nella tua piccolezza, forte nella tua fragilità. Lì, di colpo, tutto mi fu chiaro, cristallino: uomini, animali, piante… Fasi della stessa esistenza, pezzi dell’unica cosa. E se tutto è uno, se non rifiutiamo nulla ma accogliamo – mi sussurravo – riusciremo a mitigare l’angoscia di non sapere cosa verrà. Mi inabissavo in quella bellezza senza desiderare di farla mia: era bellezza per me, bellezza per tutti, si moltiplicava dividendosi. Quella bellezza, come quel luogo, era convivialità. Era amore. Infatti, cos’è l’amore, se non l’assenza totale di paura?
Non stancarti di andare, p. 148.

Lungo la strada, Iris ama riflettere sul senso profondo delle cose, circondarsi di persone che diventano casa in qualunque luogo del mondo. E quando nel 2007 in Siria incontra Ismail, le loro anime assetate di gioia e poesia non possono che legarsi per sempre.

Non stancarti di andare

Iris e Ismail sono cittadini del mondo, ma serve precisare che lei è italiana e lui è siriano. Che lei è cristiana, lui ateo. Serve perché, al di là delle differenze, si amano.

Non stancarti di andare: il viaggio

Il romanzo si apre nel 2013, in Liguria, dove Ismail e Iris recuperano la casa della nonna di lei per trasfervisi. Ismail deve tornare brevemente in Siria, per salvare dei reperti archeologici dalle mani dei ribelli. Ma proprio quando Iris si scopre incinta, Ismail rimane bloccato nel suo Paese dal caos generato dall’Isis.

Ha così inizio un lungo e faticoso viaggio di ritorno a casa. Un viaggio che, come tutti i viaggi di questa storia, sfida a riconoscere il punto fermo, a sperare, a non arrendersi. I protagonisti di Non stancarti di andare sono sempre in cammino. Fuori, nel mondo, o dentro di loro. Tutti i viaggi regalano incontri indimenticabili: visi, occhi, sorrisi che ci si porta addosso anche quando il viaggio è giunto al termine.

Non stancarti di andare

In Non stancarti di andare, il viaggio regala incontri indimenticabili. Visi, occhi, sorrisi che ci si porta addosso anche quando esso è giunto al termine.

Anche Iris si metterà in viaggio con il loro amore minuscolo, la creatura che inizia a palpitare dentro di lei. Nell’attesa del ritorno di Ismail, sarà abbracciata e coccolata dalle persone che ha scelto come sua famiglia. Anche da sua madre, con cui ha sempre avuto un rapporto difficile.

Non stancarti di andare: il dialogo

Non stancarti di andare è un inno al dialogo interreligioso, fondato sull’amore e sul rispetto dell’altro. Questo sogno di coesistenza pacifica è incarnato dalla figura di padre Saul. Saul è un sacerdote in missione in Siria, che è riuscito a creare un’oasi nel deserto – un monastero, aperto a chiunque abbia bisogno di sentirsi accolto e accettato.

Non stancarti di andare

Non stancarti di andare ci regala pagine con stupende calligrafie arabe e citazioni indimenticabili.

La vocazione di Saul lo porta a riconoscere il talento di ognuno, a gettare un seme nel cuore delle persone per farle fiorire. Saul crede nella bontà innata dell’essere umano, eternamente indirizzata alla giustizia. E nel suo monastero ha parole di coraggio per tutti, anche per coloro che la Chiesa stessa tende a mettere da parte. Così parla a Linda, una restauratrice atea e parte della comunità LGBTQ+:

Moltiplica il bene, Linda. Ogni disegno di vita ha una bellezza straordinaria, Linda mia! Dio non ragiona per etichette, non calcola, non è smanioso di appiattire tutto. Dio mantiene il senso dell’obliquo. Non hai bisogno di cambiare perché Dio ti ami.
Non stancarti di andare, p. 116 e ss.

Saul è un costruttore di pace, che nel deserto crea un’oasi di speranza. Anche grazie a lui, Ismail e Iris decidono di iniziare il loro cammino insieme. Di creare il paradiso sulla terra, di costruire la gioia tra le tristezze, di amarsi nonostante tutto.

Non stancarti di andare: l’inferno

In rotta dalla Siria verso l’Italia, Ismail conosce l’inferno. L’inferno che ogni migrante, ogni rifugiato prova sulla propria pelle. L’inferno delle notti insonni, del terrore degli attentati, dell’ansia di essere catturati. L’inferno di chi vede morire i propri cari nel viaggio disperato verso una nuova vita.

Ismail le vive tutte, queste pene infernali. Con lui passiamo attraverso il deserto, la prigionia, la fame, la paura. Con lui saliamo sulla barca fitta di altri mille volti, abbandonati dagli scafisti in mare aperto.

Abbiamo ingravidato di speranze il Mediterraneo: le nostre, moltiplicate per quelle di chi non è partito e ci ha affidato il testimone. Siamo energia in potenza, coraggio di scardinare gli orizzonti. Ammutolisce il cielo dinanzi a tanta determinazione. […] Qualcuno recita versi, di preghiere o di poesie. Un’unica voce in più cori, in cento idiomi. Penso alla tua, Nur.
Non stancarti di andare, p. 213.

Anche nel buio, Ismail ha un punto fermo: la sua Iris, la sua Nur, che in arabo significa luce. Ismail raccoglie il coraggio, non si stanca di andare, riempie di speranza ogni proprio passo. Non può essere finita, se hai un sogno che ti illumina il cuore.

Non stancarti di andare: la speranza

Oltre a regalarmi pagine di stupende calligrafie arabe e citazioni indimenticabili, Non stancarti di andare mi ha colmata di speranza e di fiducia. La storia di questi due giovani mi ha lasciato la sensazione che l’amore è il viaggio di tutti coloro che sanno sperare. E non l’amore inteso come coppia, ma l’amore universale, quello che può legare tantissime persone, oltre tempo e spazio.

Non stancarti di andare

Non stancarti di andare, p. 295.

La speranza intride ogni singolo istante dell’attesa di Iris, che scrive lettere all’amore minuscolo che sta per nascere. La speranza pervade la vocazione di Saul, la fatica di Ismail, e tutte le altre storie di questo libro.

Ma non è una speranza edulcorata. È il coraggio di chi non chiude gli occhi sulla realtà, e decide di lottare comunque. Di investire nei sogni, di correre dei rischi. Di prendere i giorni per come sono e di farne qualcosa di meraviglioso.

Grazie a Teresa Radice e Stefano Turconi, ora tengo sempre a mente che attendere è l’infinito del verbo amare. Se mi assomigliate anche solo un po’, Non stancarti di andare vi ricorderà chi volete essere. E rimarrà con voi per sempre.

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Cristina Iorno

Cristina Iorno

Cristina ama le lingue come se fossero persone. O forse le ama perché, proprio con le persone, la mettono in contatto. Per mantenere viva la sua storia d'amore con inglese, tedesco e spagnolo, Cristina si serve di libri, viaggi, film, serie tv e canzoni. Dopo aver vissuto in Germania, Polonia e Spagna, e aver girato in lungo e in largo, si sente più che mai una cittadina del mondo. Crede nell'amicizia, nel valore della semplicità e nel destino, tant'è che Serendipity è una delle sue parole preferite. Ambientalista in erba, Cristina colleziona cartoline di tutti i posti che è riuscita a visitare e spera di raccoglierne presto da tutti i continenti.

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