Azzurro Scipioni: il diario di un sogno

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Nel cuore di Roma, a due passi dal Vaticano, esiste una piccola sala, l’Azzurro Scipioni, che da 40 anni rappresenta una piccola via di fuga dalla modernità. Il suo nome si ricollega al film di Franco Piavoli Il Pianeta Azzurro e alla sua storia. Il film, nonostante i numerosi premi, era impossibile da trovare nelle sale italiane per via della produzione indipendente dove venivano proiettate perlopiù pellicole commerciali. Nasce così, da un sogno e per mano di Silvano Agosti, questo piccolo cinema con l’obiettivo di proiettare i capolavori del cinema. Capolavori impossibili da ritrovare oggi nelle grandi catene.

L’Azzurro Scipioni ha sempre avuto solo una missione: diffondere la cultura. Come tante sale però oggi rischia di chiudere definitivamente.

Azzurro Scipioni

Il Cinema Azzurro Scipioni da fuori, foto di sentieriselvaggi.it.

Azzurro Scipioni: un’impresa quasi impossibile.

In Italia purtroppo fare cultura non sempre è possibile e, quando lo è, può diventare un’impresa. Abbiamo contattato il fondatore della sala proprio per farci raccontare la sua storia.

LAzzurro Scipioni è un cinema partigiano, baluardo di un mondo che non esiste più, che difende e racconta la bellezza dell’arte.

Agosti ci racconta che l’idea era creare un luogo dove potesse diffondersi la cultura, ma non è stato facile. Da parte dello Stato non c’è mai stato alcun sostegno malgrado la missione e l’unicità di questo cinema. In 40 anni di attività, nonostante siano stati proiettati solo capolavori, non è arrivato nulla.  L’unico aiuto è arrivato dai DVD che venivano venduti al cinema. Da parte delle Istituzioni c’è sempre stato immobilismo.

Azzurro Scipioni: quale futuro dopo il Covid?

Il Covid ha portato alla luce tanti problemi che erano stati sempre messi in secondo piano. Molte sale sono state costrette a chiudere e i sussidi (di cui avevamo già parlato) non sono stati sufficienti. Fra queste sale rischia di esserci anche l’Azzurro Scipioni.

Azzurro Scipioni

La sala del cinema Azzurro Scipioni, foto di Giuseppe Schiano di Colella.

Agosti ci spiega infatti come anche durante la pandemia i sussidi siano stati pochi. A fronte di 13.000 euro per l’affitto sono arrivati forse un decimo di quanto perso. E’ impossibile andare avanti così. Per salvare il cinema vi è stato un interesse da parte di BNL, ma è ancora presto per definire quanto sarà concreto. Per il momento, nonostante le riaperture, Agosti ha scelto di rimanere chiuso. Per lui infatti non ha senso riaprire d’estate, con poche persone, ma sta impiegando questo periodo abbellendo la sala, nella speranza di poter riaprire presto.

Azzurro Scipioni: quale futuro per la cultura in Italia?

Abbiamo chiesto ad Agosti cosa ne pensasse della cultura in Italia e se secondo lui il nostro è un Paese che non accetta la cultura. Secondo lui, per non accettare qualcosa questa dovrebbe prima esistere. La televisione proietta solo violenza e l’unica cultura è una copia del passato. Nonostante sia stata abolita la censura cinematografica, non lo sono state le censure. Si elimina direttamente. L‘Azzurro Scipioni è un cinema partigiano, baluardo di un mondo che non esiste più, che difende e racconta la bellezza dell’arte.

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Francesco Montagnese

Francesco Montagnese

Classe '97, Calabrese di nascita, ma romano d'adozione. Nel tempo libero scrivo poesie e suono il violino.

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