Difficile libreria: Ylenia (si) racconta

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Ylenia i libri non li vende solamente, ma li racconta. Una cosa che fa da anni sui social e proprio qui, su Parte del discorso, di cui è caporedattrice. Raccontare libri è sempre stata la sua passione, tanto che da poco ha visto un sogno realizzarsi e ha aperto la Difficile libreria, perché crede sia l’unica cosa che può veramente fare nella vita.

E l’ha fatta davvero! E visto che da anni ci occupiamo, tra le altre cose, anche di persone che fanno cose che amano, e che riescono nel farle, non abbiamo potuto trattenerci dal fare due chiacchiere con Ylenia, che ci ha raccontato di sé e del suo progetto.

Difficile libreria

Non si può pensare bene, amare bene, dormire bene se non si ha mangiato bene, Virginia Woolf. In foto, Ylenia Del Giudice, Difficile libreria e Orietta Castrechini, proprietaria del Bistrot Peperoncino e miele. Foto di Flavia Loreti

Difficile libreria: dentro e fuori

Chi è Ylenia fuori dai libri?

«Una donna fatta ma non finita. Una persona difficile con cui avere a che fare. Irrigidita da esperienze precedenti che però piange ancora davanti al tramonto. Immagina curiosità, emotività (sono molto probabilmente fra le persone altamente sensibili), quella persona che ti dice “ho voglia di ascoltarti” quando percepisce che qualcosa non va; bisogno di camminare a piedi nudi, panni ovunque tranne che nell’armadio, predilezione per la paratassi e amore smisurato per l’usato e le piante che non sono bravissima a tenere ma che cerco di curare come posso. Se ti dico capricorno ascendente leone che non può vedere film dove ci sono animali che soffrono faccio prima, forse. Caporedattrice di Parte del discorso si può dire?»

Aprire una libreria indipendente nel 2021. Anno della pandemia, epoca degli schermi, sembra… Difficile! Cosa ti ha spinto a farlo? E perché proprio letteratura indipendente?

«Il coraggio – o l’assenza di paura – di un’altra donna, Orietta. Che poi, a dirla tutta, nel 2020 ho avuto il coraggio di fare mille cose. Sono una che corre in tutto, ho sempre divorato per passione e la libreria è stata sempre l’unica cosa che è rimasta integra, quasi inarrivabile. E una sera a cena, fra le domande imbarazzanti, c’è stata: vuoi continuare a lavorare in tipografia? Che vuoi fare da grande? Porca miseria. La libraia. La risposta è stata: “facciamola”.

Difficile libreria

Quanti uomini hanno datato l’inizio di una nuova era della loro vita dalla lettura di un libro – Henry David Thoreau. In foto, Ylenia Del Giudice. Foto di Flavia Loreti

Difficile libreria: l’indipendenza

«In merito alla scelta quasi esclusiva dell’editoria indipendente, faccio riferimento all’esperienza da allestitrice in tipografia che mi ha permesso di conoscere gli aspetti della carta stampata, tutta. Compresi i costi e il valore del lavoro che c’è dietro. Con l’editore indipendente si ha un rapporto diretto, si crea una connessione diversa e non ci sono intermediari. Il distributore, di cui non sono mai entusiasta come figura, ti costringe a scendere a patti con te stesso. Fare un immenso carico di libri e poi fare un reso magari. Ma se il cliente mi chiede un libro, non posso far attendere il prossimo carico. Non è giusto, non è corretto. E allora ci credo che poi si predilige l’acquisto online».

Cosa diresti alla te di 5 anni fa che si rigirava tra le mani un sogno come questo?

«Nulla, perché se non avessi fatto questo percorso di vita non sarei a Palestrina e non sarei una libraia difficile».

Difficile Libreria

Un libro è un giardino che puoi custodire in tasca. Proverbio arabo. In foto Ylenia Del Giudice. Foto di Flavia Loreti

Difficile libreria: tra le api dei Barberini c’è lo specchio di Alice

Perché Palestrina?

«Perché la tipografia che ancora mi permette di pagare l’affitto è qui. Facevo avanti e indietro con Roma ma era invivibile. Ho sentito stretta la città, avevo bisogno di fermarmi e ricontattarmi. Poi le crisi di panico, l’ansia, stati emotivi disastrosi e improduttivi. E via, verso il paesello che mi ha adottata e che asseconda il mio ritmo.
E poi a Palestrina non ci sono librerie, non c’è più un polo culturale vecchia scuola. E io sono vintage dentro ma vivo con persone della nuova generazione quindi forse chi meglio di me poteva creare qualcosa che sapesse unire più bisogni sotto lo stesso tetto?»

Libro preferito? Se è difficile, top 3.

«Mai chiedere il libro preferito a Ylenia. Potrei dirti Il visconte dimezzato di Calvino, poi I gioielli indiscreti di Diderot (quello dell’enciclopedia, esatto). Probabilmente un volume dei Quindici, quelli che mi regalò nonna. Dentro ci sono le favole raccolte anche da Calvino».

Piatto preferito del bistrot?

«In assoluto la polpettona di tonno. Una enorme polpetta con patate tonno e non so che altro che amo da impazzire perché resto dell’idea che le cose più semplici siano quelle più buone».

Difficile libreria: regole difficili

Difficile libreria

Leggere, leggere un libro – per me è questa l’esplorazione dell’universo foto – Marguerite Duras. In foto, Ylenia Del Giudice. Foto di Flavia Loreti

Quali sono le tue regole della lettrice e del lettore?

«1. Keep calm e goditi l’attesa. Più siamo infuriati con l’ecosistema che ci circonda, più la ricerca della lettura giusta sarà infruttuosa. Porterà solo altra frustrazione; dobbiamo anche saper contemplare il muro e piangere, ogni tanto (a tal proposito consiglio L’arte dell’attesa, di Köhler, Add Editore;
2. Fai la scorta di libri per le emergenze (2 o 3 bastano) e leggi di nuovo quelli già letti. Ci regaliamo sempre nuove sensazioni quando leggiamo un testo che avevamo già letto. Lo dice pure Calvino;
3. Abbi cura del tuo angolo della lettura. Il tuo giardino ha bisogno di te e tu di lui, quindi crea uno spazio per te dedicato alla lettura. Anche perché leggere a letto non è mai d’aiuto per riposare se si soffre di insonnia o di disturbi del sonno. Quindi vai nel tuo giardino, leggi, quando hai finito le attività vai a dormire. A tal proposito, Il giardiniere appassionato, di Borchardt, Adelphi edizioni;
4. Niente regole. Che sembra una contraddizione, ma quante volte abbiamo messo ordine e disfatto? Classificato e cambiato ordine di nuovo? Tante, troppe per capire che le regole sono necessarie. Ma si tratta di lettura, di una cosa che ci fa bene. Quindi le regole le facciamo noi».

Questo è solo l’inizio del tuo viaggio. Quali piani hai per il futuro di Difficile?

«Difficile sarà un polo culturale. Perché i ragazzi di qui se lo meritano, si meritano un’alternativa al centro commerciale. Si meritano di conoscere gusti e sapori, di conoscere cosa hanno fra le mani quando scarabocchiano peni e cuori sui libri di antologia, per esempio. La cultura fa male solo se non sei disposto a lottare per i tuoi diritti. Gianni Rodari diceva “vorrei che tutti leggessero. Non per diventare letterati o poeti, ma perché nessuno sia più schiavo“».

About author

Anna Scassillo

Anna Scassillo

Anna sarebbe felice se ricevesse una lettera al giorno, ognuna con una storia diversa. Estremamente curiosa, vorrebbe conoscere e saper fare fin troppe cose. Intanto lavora come graphic designer a Vienna, scrive canzoni, beve caffè, legge e suona.

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