Ecobricks: prospettive per la plastica

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Avete mai sentito parlare degli Ecobricks? Io non avevo idea di cosa fossero fino a pochi giorni fa, quando mi sono imbattuta per caso in questo sito. La Global Ecobrick Alliance (GEA) sembra aver trovato un’alternativa alquanto originale all’enorme problema della plastica. E io non vedevo l’ora di parlarvene.

Dalla sua invenzione, la plastica è diventata sempre più invasiva nelle nostre vite e nell’ecosistema. Attualmente il suo smaltimento e il suo riciclo rappresentano una vera sfida per l’ambiente e la salute dell’uomo. Basti pensare all’enorme isola di rifiuti plastici nell’Oceano Pacifico, di milioni di chilometri quadrati. O alle crescenti quantità di microplastiche trovate nel cibo, negli animali e persino nel corpo umano.

Urge una soluzione, concreta e rapida. Non è possibile estrarre petrolio all’infinito per creare plastica, non è più sostenibile continuare a riempire il pianeta di rifiuti pericolosi. Se usata nel modo giusto, la plastica può diventare un’alleata imbattibile nella lotta all’inquinamento e ai cambiamenti climatici. E gli Ecobricks ne sono la prova.

Ecobricks: nuova vita agli scarti

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Gli Ecobricks sono dei mattoni di plastica, realizzati con bottiglie in PET. Foto da The Global Ecobrick Alliance.

Un Ecobrick è un’idea semplice. Si tratta di una bottiglia in PET imbottita di scarti di plastica. Queste bottiglie vengono riutilizzate come materiali da costruzione, come veri e propri mattoni. Gli Ecobricks isolano la plastica, riducendo l’area totale del materiale esposto ai processi di biodegradazione a opera delle intemperie. In questo modo le microplastiche e le tossine non si disperdono nella biosfera o nelle falde acquifere, ma fanno forza compatta per costruire.

Gli Ecobricks devono essere riempiti in modo compatto e con plastica pulita e asciutta, per prevenire la formazione di batteri. Questi mattoni di plastica sono davvero solidi, e possono sostenere il peso di una persona senza deformarsi. Sono difficilmente infiammabili, oltre che resistenti e riutilizzabili.

Esistono diversi modi per impiegare gli Ecobricks nell’edilizia e nel fai-da-te. Vi sono tre composizioni fondamentali: Milstein Modules (orizzontali), Dieleman Modules (verticali) e gli Earth Modules (integrati con terra o fango). Gli Ecobricks possono essere utilizzati per creare mobili, come tavolini o scaffali. Possono servire a creare aiuole o giardini pensili. O addirittura case, pareti, open space. Non ci sono limiti all’immaginazione.

Ecobricks: un’economia circolare

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Un esempio di costruzioni con gli Ecobricks. I mattoni in PET sono stati usati nella formula Earth Modules per creare aiuole. Foto di The Global Ecobrick Alliance.

Gli Ecobricks possono essere una soluzione alle montagne di rifiuti di plastica che gravano sul nostro pianeta. Isolando gli scarti di plastica in questi semplici mattoni, questo materiale può essere rimesso in circolo nelle attività antropiche e diventare da problematica a risorsa.

Gli ideatori degli Ecobricks hanno come punto di riferimento i cicli rigenerativi della natura. La nostra terra non crea rifiuti, ma trasforma ogni elemento in anello di un’interminabile catena. Proprio imitando queste dinamiche naturali è possibile riutilizzare la plastica in modi creativi e utili, proteggendo il pianeta.

Creare Ecobricks e impiegarli nella vita quotidiana è un esempio di responsabilità nei confronti della terra. È un esempio di economia circolare, che non vede la discarica come fine ultimo degli oggetti, ma trova loro sempre nuove vite.

Gli Ecobricks per un mondo creativo e colorato

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In questa foto vediamo una parete decorata interamente con Ecobricks. Foto da The Global Ecobrick Alliance.

L’impresa degli Ecobricks ha coinvolto persone e associazioni in tutto il mondo. Filippine, Sudafrica, Indonesia, e tanti altri Paesi hanno preso a cuore questa iniziativa. Riutilizzando la plastica, sono stati creati nuovi oggetti, nuovi edifici, nuovi giardini. Alcune aree cittadine sono state riqualificate e decorate. Il tutto semplicemente isolando del materiale che prima veniva visto come un mero scarto.

L’idea degli Ecobricks rappresenta uno sforzo individuale e collettivo per il bene della comunità. E’ uno sforzo di consapevolezza in quanto consumatori, che ci spinge a guardare oltre quello che compriamo e gettiamo via. Questo desiderio di riutilizzare e fare qualcosa di bello e buono per il pianeta va oltre i confini culturali e sociali. La terra è la casa di tutti noi, e ne siamo tutti responsabili.

Rimettere in un circolo virtuoso gli scarti di materiale plastico grazie agli Ecobricks è un piccolo ma importantissimo passo. Un passo nella direzione dei ritmi e dei modi della natura, che nulla crea e nulla distrugge, ma che tutto sapientemente trasforma.

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Cristina Iorno

Cristina Iorno

Cristina ama le lingue come se fossero persone. O forse le ama perché, proprio con le persone, la mettono in contatto. Per mantenere viva la sua storia d'amore con inglese, tedesco e spagnolo, Cristina si serve di libri, viaggi, film, serie tv e canzoni. Dopo aver vissuto in Germania, Polonia e Spagna, e aver girato in lungo e in largo, si sente più che mai una cittadina del mondo. Crede nell'amicizia, nel valore della semplicità e nel destino, tant'è che Serendipity è una delle sue parole preferite. Ambientalista in erba, Cristina colleziona cartoline di tutti i posti che è riuscita a visitare e spera di raccoglierne presto da tutti i continenti.

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