Storia: nome singolare e femminile - 11. Elizabeth Garrett Anderson

0

Elizabeth Garrett Anderson: una primatista invisibile

Elizabeth Garrett Anderson ama essere la prima a fare un sacco di cose.

È stata la prima donna inglese chirurga, la prima direttrice della British Medical School, la prima donna laureata di Francia, la prima donna in Inghilterra ad essere eletta nel consiglio di amministrazione di una scuola, la prima sindaca e magistrata d’Inghilterra.

No, nei libri di storia non c’è.

Elizabeth Garrett Anderson: le bambine non sono brave in matematica

Elizabeth Garrett Anderson nasce il 9 giugno 1836 a Londra ed è la seconda di undici figli. Ovviamente la televisione non era stata ancora inventata. Inoltre a metà ‘800 la mortalità infantile era così alta che per avere due figli adulti, bisognava partorirne almeno quindici.

Il padre fa diversi lavori fino ad ottenere un discreto stato di benessere.

Elizabeth Garrett Anderson cresce così nel clima della rivoluzione industriale fatto di intraprendenza, novità, duro lavoro, fumi tossici, sfruttamento e imbruttimento.

Elizabeth Garrett Anderson inizialmente studia a casa con un’insegnante privata. Poi su sua richiesta viene iscritta in un collegio. È una ragazza, quindi le vengono impartiti studi prettamente umanistici.

Elizabeth Garrett Anderson

L’espressione arrabbiatissima di Elizabeth quando realizza di non avere nessuna voglia di fare la casalinga per sempre. Foto via internet.

Del resto è ben noto che i numeri sovraccaricano il delicato cervello di una femmina.

Il problema è che le discipline scientifiche e in particolar modo quelle mediche sono la grande passione di Elizabeth Garrett Anderson.

Una volta terminati gli studi, la ragazza si concede un viaggio con la sorella e poi fa quello che avrebbe dovuto fare ogni ragazza al temine degli studi: diventa casalinga. Per 9 anni.

Ben presto si accorge che questa vita non fa per lei e riprende a studiare da sola latino, matematica e a ingozzarsi di libri.

Nel 1854 va a Gateshead con la sorella a trovare alcune amiche. Qui la sua vita cambia per sempre.

Elizabeth Garrett Anderson: ecco cosa farò nella vita!

In questa occasione Elizabeth Garrett Anderson incontra Emily Davison, femminista, suffragetta, futura amica e guida. Proprio grazie a lei, conosce la figura di Elizabeth Blackwell, una donna che negli Stati Uniti è diventata medico. A questo punto il puzzle prende forma. Elizabeth Garrett Anderson ha sempre avuto la passione per le discipline mediche e ora capisce cosa avrebbe dovuto fare della sua vita. Decide che avrebbe studiato medicina.

La ragazza si imbatte però in un simpatico ostacolo: il patriarcato. A metà ‘800 si pensava infatti che la medicina non fosse adatta alle donne e infatti gli studi medici erano preclusi a queste.

Spesso però gli ostacoli sono fatti per essere aggirati.

Elizabeth Garrett Anderson: voglio studiare medicina!

Elizabeth Garrett Anderson non demorde e inizia a muovere i primi passi nell’ambito medico come infermiera nel Middlesex Hospital a Londra. Ben presto dimostra di sapere il fatto suo e fa la sua prima operazione. Nel frattempo prende lezioni private di greco, latino, materia medica, anatomia e fisiologia.

Dopo aver pestato un sacco i piedi, Elizabeth Garrett Anderson viene ammessa come ricercatrice alle lezioni di dissezione e di chimica al Middlesex Hospital. È brava, ha successo e quindi inizia a stare antipatica ai colleghi uomini.

Elizabeth Garrett Anderson

Come Lisa Simpson, anche Elizabeth Garrett Anderson deve muoversi furtivamente per studiare le “cose da maschi”. Foto via internet.

Questi splendidi scrivono così una lettera alla dirigenza, criticando aspramente la presenza di una donna alle loro lezioni. Perché mai una donna dovrebbe uscire dalla cucina? Se le concediamo questo poi cosa vorrà? Studiare? Lavorare? Votare? Avere dei diritti? Essere considerata sullo stesso piano di un uomo? Vogliamo davvero vivere in un mondo così pazzo?

Elizabeth Garrett Anderson viene così obbligata a lasciare il Middlesex Hospital e come premio di consolazione le viene rilasciato un diploma con lode in chimica e materie mediche.

La giovane donna fa domanda per essere ammessa a diverse scuole di medicina come Oxford, Cambridge, Glasgow, Edimburgo, St Andrews e il Royal College of Surgeons. Le risposte sono tutte negative: le donne possono essere infermiere, non medico.

Elizabeth Garrett Anderson non getta ancora la spugna e nel 1862 viene ammessa all’Associazione dei Farmacisti per un corso di studi triennale. Nel 1865 sostiene l’esame ed è la prima donna a ricevere la licenza dalla Società dei Farmacisti per praticare la medicina. Da questo momento in poi a nessuna donna sarà impedito questo traguardo.

Elizabeth Garrett Anderson: finalmente la laurea!

Eppure non ci siamo ancora. Con il diploma dell’Associazione dei Farmacisti, Elizabeth Garrett Anderson non può esercitare nessuna professione negli ospedali. Sembra una barzelletta, ma Elizabeth non ha di certo tempo da perdere ridendo.

Elizabeth Garrett Anderson

Elizabeth Garrett Anderson apre uno studio medico che diventa una clinica privata per donne povere. Foto via internet.

Nel 1865 Elizabeth Garrett Anderson apre il suo studio privato a Londra che ben presto diventa una clinica privata dedicata alle donne povere.

Dopo poco tempo il Rettore della Sorbona di Parigi permette l’ammissione alla facoltà di Medicina alle donne. Elizabeth Garrett Anderson non ha intenzione di perdere l’occasione. Studia il francese, si iscrive alla Sorbona e nel 1870 si laurea in medicina. Finalmente il successo arriva.

Nel 1873 Elizabeth diventa membro della British Medical Association e ne rimane l’unico membro femminile per 19 anni. Nel 1874 fonda con Sophie Jex, la London School of Medicine per sole donne.In poco tempo diventa il primo ospedale per donne ad offrire corsi di studio riservato a sole donne.

Nel frattempo porta avanti la battaglia per il suffragio femminile, diventa sindaca di Aldeburgh e non smette mai di far sentire la sua voce fino alla sua morte, avvenuta nel 1917.

Elizabeth Garrett Anderson: donne e Stem

La grande importanza di Elizabeth Garrett Anderson sta nell’essere stata paladina dell’emancipazione femminile in campo medico e scientifico. Purtroppo ancora oggi dobbiamo fare tanta strada in questo ambito. La scienza dice che non c’è legame tra sesso e intelligenza eppure i dati dicono altro.

Oggi in Italia le bambine ottengono risultati in matematica mediamente inferiori di 4,5 punti rispetto ai coetanei maschi alle elementari, di -6,1 punti al secondo anno delle superiori e di -9,8 all’ultimo anno[1].

Se le ragazze vanno peggio in matematica, è strano che solo il 16,5% delle ragazze tra i 25 e i 34 anni si laurea in facoltà STEM (Science, Technology, Engineering and Mathemathics)[2]? A partire dal 1903 si contano ben 572 premi Nobel in ambito scientifico assegnati agli uomini, rispetto ai soli 17 assegnati a delle donne[3].

Possiamo quindi dire che le ragazze sono davvero poco portate per la matematica?

Elizabeth Garrett Anderson

Pensiamo a “il laboratorio di Dexter”: chi è l’intelligentone e chi la stupidina? Foto via internet.

No. Il punto è che non viviamo in un mondo neutro, ma fortemente intriso di stereotipi di genere. Se una bambina gioca con bambole e pentole finte, potrà forse sviluppare capacità logiche e spaziali? Se cresco una ragazzina a suon di principesse zuccherose e passive, diventerà mai intraprendente?

Se i personaggi intelligenti di cartoni, serie e film sono spesso maschi, una ragazza potrà mai pensare di potere essere sveglia? Se mi sento dire in continuazione che le femmine non sono portate per la matematica, alla fine finisco col crederci.

Elizabeth Garrett Anderson: cosa direbbe oggi?

Ancora oggi intraprendere una carriera scientifica è più complicato per una donna. Basti pensare che Samantha Cristoforetti viene sempre chiamata per nome dai giornali come se fosse nostra sorella e ai suoi colleghi uomini questo di certo non accade.

Se una donna raggiunge un particolare risultato in ambito scientifico, le notizie si concentrano più sul suo essere femmina che sulla scoperta in sé. Come se fosse straordinario che una donna ben preparata possa combinare qualcosa. Verrebbe quasi da pensare che la vagina sia la kryptonite per  i numeri.

Elizabeth Garrett Anderson

Le donne nella scienza esistono ed è nostro dovere ricordarcelo. Illustrazione di Giulia Sagramola per Ragazze con i numeri di Vichi d Marchi e Roberta Fulci, Editoriale Scienza, 2018

Non dobbiamo mollare la presa. Dobbiamo andare avanti, piantare i piedi a terra, faticare e fare tanti conti.

Ci hanno detto che le femmine non sono brave in matematica e che le donne scienziate sono poche. È ora di dimostrare al mondo che queste sono solo sciocchezze.

Note:

[1] Elaborazione Invalsi per Save the Children, anno 2019.

[2] Tutti i dati citati sono riferiti al 2019 e tratti da ISTAT, “Livelli di istruzione e ritorni occupazionali”, luglio 2020

[3] I Maranon, Educare al femminismo, come formare persone libere, sicure di sé e rispettose degli altri a prescindere dal sesso, Salani, 2018

About author

Giulia Mauri

Giulia Mauri

Giulia Mauri è laureata in lettere e insegna alle scuole medie. Si dice sia nata da una malsana mescolanza tra South Park, Nirvana, Cowboy Bebop, Moravia, Pavese, Bojack Horseman e tante cose belle. Troppo pallida, oscenamente timida, fortemente introversa, talvolta sarcastica. Ama i fumetti, l'animazione, i cani e la montagna.

No comments

Potrebbero interessarti

Dettaglio di una foto tratta dalla campagna pubblicitaria per la collezione estiva 2016 della Jeffree Star Cosmetics, in cui il makeup artist posa con due modelle nere

Jeffree Star: le accuse di razzismo e l'opinione delle beauty vlogger nere

[caption id="attachment_10560" align="aligncenter" width="1200"]

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi