Guzzi: dalla pianta di limone a Bussola, come ti scrivo un uomo

0

Guzzi: al telefono mi venne fatto questo nome chiedendomi se rientrasse fra i cantautori ascoltati. In realtà no, ho ascoltato le sue canzoni da Instagram, ad essere sincera. Mi occupo di letteratura eppure mi sono cimentata in una conversazione con Alessandro Domenici, in arte Guzzi, per provare a raccontare un uomo che non è solo musica.

Guzzi

Alessandro Domenici, in arte Guzzi. Foto da internet.

Guzzi: giardini di note

Fra le prime cose che mi sono state raccontate di Guzzi è che è un uomo appassionato di piante da interno e di frutto, tipo i limoni. Quando ci sentiamo con Guzzi, la domanda parte spontanea:

Ma quante piante hai? Cosa ti lascia il prenderti cura di loro?
«
Non così tante in realtà, ibiscus, basilico e limone. Mi regalano relax, è un momento che dedico alla riflessione soprattutto quando lo scrivere poco mi spinge all’angolo e mi manda in crisi. Dare acqua alle piante e occuparmene mi aiuta»
Il giardiniere appassionato, di Rudolf Borchardt, mi torna in mente.

Curate le piante, come esci dall’impasse? Ci sono dei libri che ti guidano verso una soluzione?
«
La solitudine dei numeri primi di Paolo Giordano, ma anche Vivere la musica, di Francesco Motta, cantautore anche lui.»

Guzzi

Vivere la musica, Francesco Motta, Il Saggiatore. Foto da internet.

Guzzi: germogli di parole

Quando non sei pratica di musica – ma spesso anche quando lo sei – il rischio di porre le stesse identiche domande di tutti è dietro l’angolo. Lo dico subito a Guzzi.

Domanda comune ma necessaria, forse: come nasce una canzone?
«
Bisogna accogliere le emozioni, captarle e poi accoglierle. Nasce per caso molto spesso, anche mentre guardi la televisione. Dico sempre che si fanno da sole, come dice Vasco Rossi non le puoi rimandare.»

È difficile trovare una via con Guzzi, perché parliamo lingue diverse e io sono in ansia perché non tratto musica, non sono preparata. Forse è stanco delle solite domande sul futuro, su quanto sia difficile essere un cantautore oggi.

Qual è la canzone che hai abbandonato, quella che reputi più difficile? Per i libri vale la stessa cosa, ci sono quelli che si leggono e si scrivono velocemente e quelli più duri da portare avanti…
«
Domenica. Senza dubbio è lei quella abbandonata. Domenica ha avuto una gestazione difficile, una canzone che logora dentro durante tutto il lavoro.»

Guzzi: 24 ore per essere libero

Ci sono libri dei quali sono felice di poter dire che sono chiusi, finiti, andati. La canzone che ti ha reso libero?
«
Avevo troppe cose in testa, quel senso di confusione che ovviamente non ti rende lucido. 24 ore è stata la canzone di cui mi sono liberato. Bisogna fare ordine fra le parole.»

Come faceva Carver, in pratica. Buttare tutto su carta e ridurre all’essenziale piano piano, non per cancellare ma per alleggerire.
«
Si esattamente. Non è così facile eh, anche a questo servono gli amici.»

Si dice degli artisti così come degli scrittori che, arrivati ad un certo punto della carriera, non siano più gli stessi. Ti ci ritrovi, ti capita?
«
Succede e no, non riesco a condividere quel “sei diverso”. Non sei diverso, sei cresciuto. E per fortuna, aggiungo. Io da bambino volevo fare l’archeologo, ma ascolto ancora la solita musica. Come fai a dire a qualcuno che è diverso? Diverso da cosa, poi?»

Guzzi

C’è un odore che vi ricorda l’estate? Per me l’odore del gelsomino e quello del limone. Per questo, per prepararmi all’estate, ho comprato un limone secolare. Foto e didascalia dalla pagina Facebook di Guzzi.

Guzzi: colore al suono

Di che colore sono le tue canzoni?
«Bella domanda… Domenica è giallo ocra, calda come la giornata in cui è nata. I piedi sul cruscotto, la strada, una bella giornata nella memoria. Lampioni è viola invece, quel colore freddo dell’alba d’inverno, quando devi uscire dalla coperta ed entrare nella felpa.»

Con gli odori invece? Come te la cavi?
«
Li preferisco alle fotografie. L’odore di gelsomino, ad esempio. Quello mi porta a casa di nonna, alle estati da lei. Un odore scatena tante cose, compresa la nascita di una canzone.»

«Faccio il cantante.» «No dai che lavoro fai davvero?» Ti capita mai?
«In realtà no perché io lavoro in pizzeria, quindi se mi chiedono che lavoro faccio rispondo che lavoro in pizzeria ma che, certo, sono anche cantautore. Non sono soddisfatto, è ovvio. Guzzi è questo però, il filo conduttore di tutte le canzoni ma che lavora in pizzeria e cura un limone. Quello che un po’ si lamenta perché scrive una canzone e si trova a pensare che magari qualcuno ci è arrivato prima, che già esiste.»

Guzzi: dimmi cosa mandi sulla Luna e ti dirò chi sei

Velocemente. Una canzone e un ricordo da mandare sulla Luna.
«La notte porta consiglio e l’ultimo giorno di scuola del 1° liceo. C’era un concerto in acustico di due ragazzi, li ho guardati, li ho ascoltati e ho capito che avrei voluto fare quello da grande. E non perché la scuola sia il ricordo da mandare sulla Luna, ci tornerei solo per i compagni, figurati.»

Prima di chiudere penso al fatto che Guzzi non lo avevo mai sentito se non grazie alle storie di Instagram di The Soundcheck.

Presentati con un film e un libro, è l’ultima domanda assurda che ti faccio.
«Le fate ignoranti, di Ferzan Özpetek. E, non prendermi in giro però, L’invenzione di noi due, di Matteo Bussola.»

Nessuna presa in giro, Guzzi è decisamente più vicino di quanto non fosse stato fino a un minuto fa.

About author

Ylenia Del Giudice

Ylenia Del Giudice

Classe '89, romana. Appassionata dell'arte in generale, di mercatini e di tutto ciò che non conosco, lavoro in una tipografia tra inchiostri e grafiche. Non amo affatto le imposizioni e mi piace sperimentare perché mi annoio spesso. Dormo poco, bevo tanto caffè e sono una fan dei telefoni spenti.

No comments

Potrebbero interessarti

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi