Luca: la scoperta di sé in un'Italia idilliaca

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Nell’ultimo mese si è parlato molto di Luca, il nuovo film d’animazione Pixar con protagonista l’Italia. Uscito il 18 giugno su Disney+, Luca è stato diretto dal regista italiano Enrico Casarosa e la storia è ispirata proprio alla sua infanzia. Il regista lo ha definito “una lettera d’amore alle estati della nostra giovinezza, quegli anni formativi in cui stai ritrovando te stesso”. È proprio la scoperta di sé, quella del  protagonista Luca e dei suoi amici, uno dei temi principali di questa nuova pellicola.

Luca: non un semplice ragazzino

Luca ha 13 anni e trascorre le ore a radunare banchi di triglie. Proprio così. Luca non è umano ma un mostro marino che vive nei fondali della Liguria. Nuotando nel mare infinito, la sua curiosità lo porta spesso a interrogarsi su cosa possa trovarsi in superficie. I genitori gli hanno sempre proibito di scoprirlo per la paura che venisse catturato da qualche pescatore. Finché un giorno non incontra Alberto, un altro mostro marino della sua età che però si mostra subito più intraprendente.

Luca: la scoperta di sé in un'Italia idilliaca

Alberto è già stato in superficie parecchie volte e non ha paura di uscire allo scoperto. La difficoltà dell’uscire dalla propria comfort zone – il mare – sta anche nella trasformazione che implica. Infatti, una volta usciti fuori dall’acqua, i mostri marini assumono forma umana. Quando Luca esce fuori, seguendo il nuovo amico, capisce che dovrà anche abituarsi a un nuovo corpo.

Alberto e Luca inizieranno un’avventura in una piccola cittadina ligure, Portorosso, per poter coronare il loro sogno: girare in Vespa. Faranno tutto ciò insieme a Giulia, una ragazzina che si allena da tempo per partecipare alla Portorosso Cup.

Non sarà semplice fare i conti con la loro identità da mostro marino, in una cittadina piena di pescatori. Luca dovrà capire cosa vuole davvero, imparando a vivere in due mondi e a stringere nuove amicizie.

Emblematica è la scena in cui Alberto esclama Silenzio Bruno!, per insegnare a Luca a sconfiggere le proprie paure e le preoccupazioni che tutti e tutte ci portiamo dietro prima di fare qualcosa di nuovo. Questa frase aiuterà Luca a sentirsi meglio ogni volta che dubiterà di se stesso.

Luca: l’Italia in un film

L’Italia nei film è spesso associata ad una accozzaglia di stereotipi, alla mafia e una parlata caricaturale. In questo film ci sono senza dubbio molti stereotipi, ma alla fine si rivelano comunque veri. Ci sono i bambini che giocano a palla per strada, gente che sfreccia in Vespa e  vecchiette del paese che ti guardano con sospetto. Inoltre, una delle sfide della Portorosso cup consiste nel mangiare un piatto di pasta più velocemente degli altri. Per questo motivo i ragazzi dovranno esercitarsi a mangiare diversi tipi di pasta, sia come forma che come condimento. La pasta al pesto tipica della Liguria diventa allora anche lei protagonista di questo viaggio nell’Italia degli anni ’50.

Luca: la scoperta di sé in un'Italia idilliaca

Anche il linguaggio arricchisce il film e lo rende più colorato, aggiungendo delle parole italiane (se visto in inglese, l’originale). Si sentono spesso i più famosi “Grazie”, “Arrivederci”, “Buongiorno” e “Buonanotte” che si scambiano i cittadini di Portorosso. In più, aggettivi ed esclamazioni quali “Mannaggia”, “Imbecille” o “Idioti” vengono pronunciati da diversi personaggi. Infine, sono stati anche aggiunti dei modi di dire che non esistono nella nostra lingua ma che hanno comunque senso, come “Per mille sardine” o “Santa Mozzarella” . Tutto ciò è accompagnato dai gesti tipici degli italiani che imparano anche Luca e Alberto e che esprimono al meglio l’italianità.

L’atmosfera idilliaca è anche data dalla musica italiana presente nella pellicola. Tra i brani più famosi, si sente Città vuota di Mina e Il Gatto e la Volpe di Bennato.

Luca: un inno alla diversità

Questo film si presta a diverse interpretazioni. I valori che emergono sono l’amicizia e l’accettazione per chi è visto come diverso. Luca e Alberto sono due mostri marini, letteralmente due pesci fuor d’acqua. Gli abitanti di Portorosso sono umani che hanno sempre cacciato i mostri marini. Anche Giulia è vista come diversa, vive da sola con il padre e si è sempre allenata in bici per poter partecipare alle gare, e non sembra avere amici. Anche Alberto ha una storia complicata alle spalle, ha vissuto da solo per tanto tempo ed è rimasto senza genitori. Nonostante conflitti e incomprensioni, il legame tra i tre sarà solido, dimostrandosi un’amicizia pura, che si vive quando si hanno 13 anni.

Luca: la scoperta di sé in un'Italia idilliaca

Anche i genitori di Luca dovranno accettare un altro mondo e un altro modo di vivere. Così come il padre di Giulia, pescatore, che farà spazio nella sua vita a Luca e Alberto, mettendo da parte i suoi dubbi. Inoltre si scoprirà che gli stessi cittadini di Portorosso non erano poi così perfetti e nascondevano le loro peculiari diversità.

Ad alcuni potrà anche sembrare un’accozaglia di clichè, ma, nonostante questi, Luca risulta davvero un film gradevole e ben riuscito. Con dei personaggi genuini e una storia divertente, Luca ti trasporta in un altro mondo. Tra le casette colorate, le piccole vie del paese e il gelato tipico dell’estate italiana, sarà un tuffo in un mare di gioia e diversità.

 

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Matilde Mancuso

Matilde Mancuso

Nata in quel di Palermo nel lontano 1995, è cresciuta a pane, Beatles e Jane Austen. Laureata in Mediazione linguistica all'Università di Palermo, attualmente lavora per AIESEC in Bulgaria come project manage". Risiede a Palermo, ma con il cuore a Copenhagen, Tbilisi, New York e Mumbai, dove ha vissuto periodicamente negli ultimi anni, per studio e per volontariato. Ha una relazione con Paolo Nutini (ma lui ancora non lo sa).

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